Vedere nero

Periodo superincasinato di lavoro, ma per questa vicenda trovo tempo. C’è di mezzo la stampa di destra, qualche giornalista di dubbia professionalità e anche Michele Tiraboschi (anche lui in malafede?).

La premessa: mercoledì 21 e giovedì 22 si è tenuto a Tivoli e Roma una due giorni di convegni dedicati al lavoro nero. Si è trattato della conclusione di un percorso programmato dal Ministero del Lavoro, durato un anno e mezzo, che ha coinvolto tutte le Province italiane, Inps, Istat, Inail, sindacati e associazioni di categoria e moltissimi altri operatori, anche stranieri di Francia, Belgio, Germania e Romania. Rete Europea per l’Emersione del Lavoro non regolareIl progetto “Rete europea per l’emersione del lavoro non regolare” l’ho seguito anch’io in qualità di consulente esterno e giornalista, per la redazione dei materiali di archivio e la comunicazione via newsletter (pubblicazioni quindicinali spedite a oltre 1.500 enti e operatori professionali del mercato del lavoro, che raccolgono mie interviste a Boeri, Gallino, Accornero, Garibaldi, Ichino, Dell’Aringa ecc.).

Che cosa accade? Dopo l’intervento di 22 persone diverse esce sul Il Tempo un articolo confezionato ad arte, dedicato all’evento. Non si parla dei contenuti, non si parla del contenitore, non si parla di niente che riguardi il progetto. Un lavoro durato quasi due anni. Si dice soltanto che “al convegno sul lavoro nero si paga in nero“. Voglia di scoop o semplicemente di sparare emormità che mettessero in difficoltà il Ministero. La verità, però, posso testimoniarla in prima persona, perché c’ero. Ho seguito le relazioni e ho scritto gli atti degli interventi. Nel testo si legge, parlando di hostess malpagate e retribuite in nero, che “..nel pomeriggio, hanno interrotto i lavori andando a protestare direttamente al tavolo degli sbigottiti relatori“. Lasciatemelo dire: è un’enorme puttanata! Nessuno si è presentato al tavolo degli sbigottiti relatori. Il giornalista ha palesemente scritto menzogne.

Ho comunque fatto il mio giro di telefonate per verificare altre fonti e capire se mi ero perso qualcosa (magari dormivo, hehe), in particolare sulle questioni legate ai subappalti. Ebbene, tutti i soggetti coinvolti nel progetto direttamente – giornalisti, programmatori Web, grafici, project manager, esperti di diritto ecc. – hanno un regolare contratto di lavoro [o meglio, avevano, visto che il progetto è terminato il 30 giugno – P.S. A qualcuno interessa un giornalista esperto di lavoro irregolare/nero?]. Resta da chiarire la posizione delle società a cui sono stati dati in appalto alcune attività (catering, hostess, registrazioni video ecc.). La scelta di queste società avviene per bando da parte dell’agenzia tecnica Italia Lavoro S.p.A. che ha un apposito elenco fornitori pubblico ai quali chiede certificazioni, iscrizione alle Camere di Commercio, D.U.R.C. ecc. Dopo la denuncia del giornalista il Ministero ha richiesto questi documenti, che sono stati forniti. Nello specifico la società che ha impiegato le hostess ha prodotto anche copia dei loro contratti di lavoro e le stesse lavoratrici hanno rilasciato dichiarazioni di essere in regola. Ora se questi contratti fossero stati scritti il giorno prima e le ragazze costrette a dichiarare il falso a me non è dato sapere, ma rispetto al livello di profondità che ho avuto modo di verificare (dirigenza che ha sottoscritto i contratti di subappalto e verificato i contratti di lavoro dei singoli lavoratori) sono giunto alla conclusione che fosse il giornalista a cercare di vedere nero là dove non c’era. E mi ha convinto soprattutto questa frase: “Non c’era il ministro Cesare Damiano, ma era stata invece invitata come relatrice il sottogretario Rosa Rinaldi“. Chi ha seguito gli eventi sa che la Rinaldi ha fatto un no show. Non c’era perché ha avuto un leggero malore la sera precedente davanti a ben 100 testimoni.

Insomma un pezzo scritto sul “si dice”, che vuole tirare in mezzo i piani alti (non si cita, infatti, la società “che paga in nero”, per esempio..).

E allora? Allora c’è qualcosa di torbido in tutta questa storia. Tanto più che a distanza di poche ore (e vi assicuro non era semplice trovare questo breve articolo nelle rassegne stampa e non è stata ripresa la notizia in alcun take d’agenzia) esce la newsletter periodica curata da Michele Tiraboschi che apre in questo modo:

Abolire lo staff leasing per tornare al lavoro nero e agli appalti fittizi…quando anche il Ministero del lavoro finisce nella trappola degli appalti di servizi irregolari. Non sorprende, data l’estesa diffusione del fenomeno, anche se certo risulta paradossale e beffarda, la notizia di un convegno contro il lavoro nero, organizzato dal Ministero del lavoro, in cui le hostess di sala sono state ingaggiate senza un regolare contratto di lavoro e pagate, per l’attività svolta, con un corrispettivo pari alla metà di quanto originariamente pattuito. Il tutto tramite una serie di incarichi affidati ad una scatola cinese di imprese di servizi (si veda in questo Boll. l’articolo di P. Zappitelli, Al convegno contro il sommerso si paga in nero).

Ecco chiuso il cerchio. Lo staff leasing da non toccare.. già.

Ora è difficile capire bene cause e conseguenze di tutta la manovra [e a questo proposito sarebbe interessante se le lavoratrici coinvolte dichiarassero pubblicamente come sono andate le cose, anche attraverso questo blog, se fosse utile..], ma una cosa è certa. La stampa e Michele Tiraboschi del lavoro di quasi due anni presentato in quei giorni e centrato sul tema dell’emersione, della programmazione partecipata, del confronto e incontro con altre culture europee (in particolare quella francese e belga), del lavoro complessivo di oltre 40 Province italiane coinvolte e 5 Ministeri del Lavoro, delle proposte di sindacati e Confindustria, del punto di vista di Inps e Istat sul tema del lavoro irregolare.. di tutti questo non si sono curati minimamente. Si sono fermati a un presunto scoop su alcune hostess. Triste, ma vero. Anzi falso.

Anzi nero, il peggiore però.

Ultima modifica: 2007-07-02T23:12:32+02:00 Autore: Dario Banfi

7 commenti su “Vedere nero”

  1. Io avrei parlato direttamente con le hostess, male che andava avrei avuto qualche numero di telefono e con la scusa dell’intervista poi… ;-)
    Scherzi a parte, non hai la possibilità di contattarle direttamente? Se veramente sono andate a protestare al tavolo dei relatori, non avranno difficoltà a parlare del problema anche con te. Sia per confermare, ma anche per smentire. Se invece non sono andate, potranno smentire.

  2. Chicco sono stato in sala tutto il tempo, dalle 9:00 alle 17:00 finché c’erano soltanto quelli che riordinavano le sedie e fatto una pausa tra le 12.50 e le 13.35 quando non parlava nessuno. Nessuno ha interrotto i lavori per dire nulla ai relatori o alla platea. E’ un falso.

  3. Se interessa la società in questione si chiama Camera Work Gruppocamerawork.it ma non ho numeri. Per riprova comunque potresti anche sentire le 150 persone in sala: cose di questo genere (interruzione di relatori) non passano inosservate, anche se tutti insieme fossimo andati a fumare in terrazzo.

  4. Complimenti per la resistenza dalle 9 alle 17 (neanche una capatina in bagno?!). In ogni caso bisognerebbe sentire le dirette interessate. Per una smentita. O, chissà, anche per una conferma. Se proprio non ti va, dammi il numero della società che le recluta e a intervistarle ci penso io… ;-)

  5. Le chiamo solo se le hostess erano bbone… :-)

    Ma figurati, ci mancherebbe mettere in dubbio la professionalità dei presenti! Fossi stato al posto tuo, sarebbe stata solo una scusa come un’altra per tentare l’assalto alla puccia…

  6. Io ero presente e devo dire che ho assistito ad un convegno non dissimile, nella forma, da tanti altri visti. I relatori sono intervenuti, sono stati distribuiti i materiali e si è parlato di lavoro sommerso, ma solo perchè era il tema della giornata. Le hostess hanno svolto il loro lavoro, una di loro ha detto che un giornalista le aveva fatto qualche domanda ma in maniera informale, come per fare quattro chiacchiere. Anche io ho gli stessi dubbi di Dario, al di là dell’etica della professione, i fatti raccontati sono stati letteralmente inventati, mi chiedo come sia possibile dare visibilità a notizie del genere…. anche io curo una newsletter in cui vi è una rassegna stampa…. ma mi limito a riportare una sintesi degli articoli. . Qui invece viene citato l’articolo a scopo politico e per lanciare una critica al Governo… e mi meraviglio che lo abbia firmato proprio la stessa persona che due settimane fa aveva scritto a Beppe Grillo lamentandosi del libro “schiavi moderni” dove erano riportate delle affermazioni sulla legge Biagi errate!!!!

Lascia un commento