Cane mangia cane
Oggi su Corriere.it si può leggere “Stagisti, sui blog i trucchi per emergere“, articolo pubblicato su Magazine che illustra la bella iniziativa di Eleonora Voltolina che già segnalai qualche mese fa su Humanitech. Ora mi chiedo, se Eleonora è una giornalista freelance, e dimostra di avere conoscenze e competenze, perché non hanno chiesto a lei di scrivere quell’articolo?
Camminare a testa alta

E’ proprio vero che Da vicino nessuno è normale (.Pdf). E più guardi da vicino il tuo vicino (quello che a volte chiamiamo “diverso”), o ti osservi, magari allo specchio, per quello che sei, che scrivi o che fai, più comprendi che molte delle certezze in cui credi sono opinabili. Non sempre false, ma certamente discutibili.
E per consolarti in questo esercizio straordinario di epoché individuale, un’attività faticosa e anomala (perché, in fondo, dubitare di se stesso?
), non resta che approntare lentamente e piacevolemente un proprio viaggio, reale o soltanto sentimentale, – come sostiene Giuseppe Cederna, nel suo spettacolo “Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta” – per cercare la verità. La poesia, sembra dire Cederna nelle due ore di letture di testi contemporanei (Paul Auster, Tom Waits, Raymond Carver, Rilke, Pasolini, Erri De Luca, Bob Dylan) e qualche affondo tra i lirici greci , è il compagno ideale di viaggio. Non tradisce, consola nella fatica, unisce, rivela, fa persino sorridere sulle banalità più evidenti e per questo invisibili, come nella “Poesia del ciottolo” o nell'”Elogio dei piedi“. Tenere una poesia in tasca non fa male, quando si viaggia o si cammina.
Tra le certezze che è utile perdere, ci sono certamente anche quelle relative al nostro lavoro, sul quale confidiamo o nel quale crediamo forse troppo. Un esempio. Nel Decalogo finale, presentato da Giuseppe Cederna, si cita una regola che la poesia suggerisce al viandante: “Non complicare ciò che è semplice e non semplificare ciò che è complicato…“. Martin Heidegger una volta definì così i giornalisti, rispetto ai filosofi: “I primi, per mestiere, semplificano ciò che è complicato; i secondi, al contrario, sono portati a complicare ciò che è semplice“. Insomma, in che disgrazia si è messo chi, come me, con una laurea in filosofia, svolge il lavoro di giornalista :-) ?
P.S. A chi interessa, venerdì 18 Giuseppe Cederna replica le sue letture nelle Dolomiti del Brenta, di fronte alle montagne. Ore 6:00 in attesa dell’alba (attenzione, rifugio già completo!).
Cronache dal Mgiv/5
[Lezione sul terrorismo internazionale saltata, sob. L’ottima Maria mi passa gli appunti, come se fossimo a scuola, bei tempi, in verità il bello è partecipare, non come al liceo, ma con molti anni di letture alle spalle, per intervenire, dialogare, domandare a ragion veduta. La settimana successiva due giorni di full immersion sulle tecniche di investigazione informatica mi rimettono in sesto, dopo una colica renale.]
Venerdì 4 e sabato 5 luglio. Gianfranco Gargiulo e Massimino Boccardi sono due esperti in digital forensics* e si divertono come bambini nel mettere le mani nella marmellata (concettuale), per farci capire dimensioni dei barattoli e sapori della melassa informatica. Uno spasso seguirli [per me, altri si sono annoiati non poco..], e si comprende che da tempo svolgono attività d’analisi e lezioni insieme.
Operai e impiegati battuti dal carovita
I motivi sono spiegati nel comunicato stampa (.PDF) rilasciato oggi da OD&M Consulting, che nella periodica analisi delle retribuzioni degli italiani fotografa la lotta impari tra inflazione e i salari più bassi. Ne parla anche Mario Vavassori di OD&M su Job24.it e più estesamente Il Sole 24 Ore -Job 24 (.PDF) di oggi.
Questa invece un’utilissima tabella per valutare alcune classi retributive (valori consolidati al 30.04.2008).
Valori assoluti delle retribuzioni annue per categoria e classe di età

Fonte: OD&M Consulting – Rapporto 2008 (II Ed.)
UPDATE: Ne scrive oggi (10 lug.) anche MioJob, focalizzandosi sui giovani.
Colletti e polsini
“Che cosa mi ha salvato dal diventare completamente un cencio inamidato? L’istinto di ribellione, che da bambino era contro i ricchi perché non potevo andare a studiare, io che avevo preso dieci in tutte le materie…” (A. Gramsci)

