Professione allevatore
[Torno dalle ferie e trovo un’impressionante sequela di link (thanks!) allo schema riportato in qualche post precedente. A molti piace, altri lo considerano fuffa. Prima di commentare e rientrare sui temi di lavoro, qualche ultima leggerezza, a partire dagli aggiornamenti per la rubrica Professione bébé]

Ora puoi riavviare il computer

[Nipote su altalena – Giochi del rifugio al Passo delle Erbe. Foto Dariobanfi.it]
“La vita reale fa straordinariamente evolvere la nostra natura umana ed è proprio quella che ci offre materiale per vivere” (F. Dostoevskij)
Escludendo la vicenda dell’Ossezia e le Olimpiadi (che non sono riuscito a non seguire) è un gran bello staccare da giornali, blog e notizie. Impigrirsi sui libri, spupazzarsi un bel po’ di figlia, camminare, camminare e camminare in montagna. Vivere senza guadagnarsi da vivere. Ora ci vorrà un bel po’ con il feed reader, rassegne e altro…
Quisquilie sul Lodo Alfano
Passa il Lodo Alfano al Senato. La discussione è stata posta, abilmente, sulla necessità di tutelare le più alte cariche dello Stato, ma è sfuggito ai più (giornali inclusi) l’espediente tecnico che sta dietro a questa abile manovra. A me l’ha spiegato un GIP, che ringrazio! Non si tratta di “salvare” il Presidente del Consiglio. La posta in gioco non è infatti la rottura di scatole in termini giudiziari (la presenza ai processi ecc..) per le quattro figure coinvolte e neppure l’impunità del Cavaliere, ma la corsa al Quirinale.
Ciò che non riusci ad Andreotti, come racconta Sorrentino, vuole ottenerlo Berlusconi. E ha messo le mani avanti, ieri. Ecco spiegato come.
Il Lodo (chissà perché si chiama così, se non lo condivide l’opposizione) prevede la sospensione dei processi, ma anche dei termini di prescrizione. Non è dunque uno strumento utile a evitare condanne. In generale. Nel caso particolare del processo Mills-Berlusconi, però, sì. Coimputato nel processo c’è infatti l’avvocato londinese, la cui posizione andrà stralciata. Il suo processo proseguirà e si arriverà a sentenza. Non importa di che tipo, importa – a Berlusconi e ai suoi avvocati – che si arrivi.
Questo infatti consentirebbe di ricusare finalmente (è noto che ci abbia già provato, mettendo in chiaro le intenzioni di lungo termine…) il Giudice con successo. Nessun Gip, Gup ecc. (semplificando) può emettere due sentenze in uno stesso processo se viene ricusato. Ecco la vera chiave per fare ripartire il processo. La ricusazione della Gandus non serviva a evitare giudici antipatici, ma a fare ripartire la giostra. Nuovo giro, nuova corsa, fino a prescrizione.
Berlusconi in questo modo arriva alla prescrizione del reato (alla quale probabilmente giungerà comunque, anche senza Lodo, ma questo poco importa) senza sentenze. Può arrivare cioè immacolato a candidarsi alla Presidenza della Repubblica, una posizione alla quale mai potrebbe ambire con una condanna, seppure mai applicata per la decorrenza dei termini di prescrizione. Chiaro a che cosa serve il Lodo?
Il cambiamento? Un puzzle
Schematizzare è sempre un po’ tradire, soprattutto se si parla di sistemi complessi. A volte però aiuta poiché rimarca appunto gli elementi mancanti, come nello schema riportato qui sotto e che trovo molto interessante.
Il diagramma mette in luce come siano necessari elementi contemporanei per cambiare, innovare, migliorare realmente le imprese italiane (e più in generale il sistema sociale, ma applicate lo schema a ciò che vi pare..). La mancanza di soltanto uno di essi fa crollare l’intero sistema finalizzato al cambiamento.
P.S. Senza contare che se ne manca più di uno si sommano anche gli effetti…

Fonte: La visione integrata dell’IT Governance, Risk e Compliance, ADFOR – 2008.
Voi in quale situazione vi trovate?
Un blog speziale

È nato Aries, blog dell’amica Anna Cazzulani. Vuole portare un po’ di pepe nelle discussioni online e qualche idea nuova, come (mi pare) questa, da cui nascono le motivazioni stesse dell’iniziativa [a proposito, in bocca al lupo!]:
“…la relazione che si instaura tra una persona che lavora e la sua azienda non è soltanto uno scambio lavoro-retribuzione, ma è funzionale ad altri bisogni affettivi, psicologici e relazionali che vanno oltre la mera dimensione economica: le imprese hanno dunque la responsabilità di rispondere non soltanto ai bisogni economici, ma anche relazionali…”
Quel che andrebbe ristrutturato
[Un caso di ordinaria incapacità professionale mista alla peggiore burocrazia] – Disgrazia ha voluto che oggi andassi alla sede INPS di Milano Nord, in via G. Silva. Obiettivo: verificare come mai un’impresa con cui ho fatto un contratto per una ristrutturazione edilizia non riuscisse a fornirmi il Durc da allegare alla DIA. L’impresa sostiene di avere fatto domanda telematica a metà maggio e solitamente (dice il sito dedicato al Durc) in tre settimane arriva risposta. Via Web non si riesce a verificare nulla. Il commercialista dell’impresa nega di avere ricevuto comunicazioni, sostenendo che è il sistema della burocrazia a fare schifo. Qualcosa non torna. Poiché non posso permettermi di perdere tempo e denaro ho deciso di accellerare l’iter mea sponte. Mi armo di coraggio ed entro nel Palazzo.