Un’occasione Uniqua
Scrivere su un blog in maniera seria, consapevole e documentata è una fortuna e al tempo stesso un impegno etico. Un esercizio di libertà e democrazia, e spesso anche un’occasione unica di espressione. Che ti dai, offri agli altri e non dovresti sprecare inutilmente…
Iniziai questa avventura anni fa con lo spirito euristico di chi vuole scoprire quali relazioni esistono tra contesti professionali e mondo dei blog, tra scrittura libera e rappresentazione del mondo del lavoro, in particolare di quello autonomo, così complesso e sottostimato in Italia (qui si parlava di partite IVA tre anni prima di quanto facesse Di Vico sul Corriere). L’ho sempre vissuto come esperimento, con leggerezza, anche se qualcuno ha preso troppo seriamente ciò che ho scritto, trovando spunto anche per azioni legali.
Una parziale conclusione l’ho raggiunta dopo quasi 850 articoli, oltre mille commenti e 4 anni di scrittura online: le condizioni per un esercizio significativo di questo tipo di attività presuppone tempo e conoscenze specialistiche, volontà, passione e capacità di lettura e approfondimento. Pazienza, molta. E una sola figlia, non due.
Se è tempo regalato, deve trovare un giusto equilibrio con tutto il resto: con te, con me, i miei casini e i tuoi, con le condizioni fisiche, quelle economiche, con il lavoro che hai o non hai, con quello che fai ogni giorno e dove pensi di scappare quando sei stanco e hai bisogno di rigenerarti (Londra, aspettami!).
Approfondimenti nel merito
Nelmerito.com si “propone di avviare un approfondimento sul tema del lavoro autonomo e della piccola impresa, che si snoderà tramite diversi interventi nel corso dei prossimi mesi“. Così recita il sito. Questa il primo: “Come cambia la società italiana: lavoro autonomo e piccola impresa. Un tentativo di capire“.
Consigli per Web letture
Qualche lettura per il week-end
- On leadership: chi ci ama ci segua… (Il Barbiere della Sera)
- Il “manager centauro” del dopo-crisi (Generazione Pro-Pro, Corriere.it)
- A Freelancer’s Guide to Professionalism on Facebook (oDesk Blog)
- Bad Freelancing Opportunities (FreelanceSwitch.com)
- Il personal Business Plan del Temporary Manager (HR Online, AIDP)
La fabbrichetta (pubblica) della Brambilla
Che sia nata sotto una cattiva stella è cosa nota, ma c’è chi ha deciso di peggiorare ulteriormente le cose. Italia.it oggi fa notizia per le politiche di dumping sul costo del lavoro freelance. In particolare di quello legato alle traduzioni delle pagine Web. Lo segnala la traduttrice Annalisa Dolzan, che ha deciso di scrivere direttamente all’On. Michela Brambilla, avviando anche una petizione, per denunciare l’errore macroscopico relativo ai prezzi indicati nell’annuncio del Ministero per il lavoro di traduzione del portale italiano del turismo. I collaboratori esterni non ci stanno: “è una paga giornaliera paragonabile a quella di un operaio in uno sweatshop indonesiano!”.
Quando la discriminazione è di Stato
INPS ha pubblicato le norme relative agli incentivi (Circolare 5/2010) che le imprese possono utilizzare per impiegare lavoratori che nel 2009 e 2010 sono stati o saranno in Cassa Integrazione Straordinaria. Questo uno dei passaggi:
L’incentivo spetta per l’assunzione di lavoratori che siano destinatari per gli anni 2009 e 2010 di ammortizzatori sociali in deroga […] L’assunzione può essere sia a tempo determinato che indeterminato, sia a tempo pieno che parziale.
[…], spetta al datore di lavoro che assume, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un incentivo mensile pari al trattamento mensile di sostegno al reddito che sarebbe stato erogato al lavoratore, al netto della riduzione del 5,84% […]
Ma il legislatore non si è posto il problema di inserire nel mercato del lavoro regole ufficiali di discriminazione? E chi non è in CIGS o è un disoccupato di lunga durata? Credo sia un tantino fuori dalle regole fissate dall’Europa…
Jurassic rights
Il diritto del lavoro sta perdendo la sua natura di standard minimo di trattamento universale, per assumere la natura di un ordinamento eminentemente derogabile: chi vuole lo applica e chi non vuole no […] La disciplina italiana del rapporto di lavoro regolare è vecchia ormai di oltre quarant’anni. È stata scritta quando non esistevano né i computer, né Internet, ma neppure i fax e le fotocopiatrici.
Pietro Ichino (via Corriere.it)