Jobsite, i migliori di novembre
| Brand o Canale | Utenti unici al mese | Sul totale dei navigatori |
| Siti di Lavoro in Italia | 2.560.000 | 12,83% |
| InfoJobs | 839.000 | 4,2 % |
| Monster | 638.000 | 3,2 % |
| Trovo Lavoro | 391.000 | 1,96% |
| jobespresso | 382.000 | 1,91 % |
| Alice Job | 338.000 | 1,69 % |
[Fonte: Nielsen//NetRatings, NetView – Dati “casa + ufficio”] Mese: Novembre 2006
Lavoro nero e inciviltà
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“Esiste un circolo vizioso difficilissimo da scardinare. Da una parte la dimensione dell’economia sommersa è un incentivo a evadere: la gente ha la percezione che può farla franca. Dall’altra più è grande il sommerso, più è difficile scovare gli evasori. Se un intero Paese condivide la scelta del lavoro nero come risolvere la questione?”
È Carlo Dell’Aringa (.PDF con intervista) che parla. Ho avuto il piacere di intervistarlo nel contesto del progetto ministeriale Rete Europea per l’Emersione del lavoro irregolare. Una persona cordiale, come poche. Per chi fosse interessato all’argomento, segnalo anche altre interviste (tutte in download in formato .PDF) in materia di sommerso e lavoro nero che ho realizzato ascoltando Pietro Ichino, Luciano Gallino, Aris Accornero, Pietro Garibaldi e Tito Boeri.
È il mestiere, Bellezza!
Appena ho inizato a sfogliare il testo, ricevuto in perfetto “orario” da IBS, mi è tornata in mente per contrasto l’introduzione del capitolo “Comunicazione e Media” del Rapporto Censis 2006, dal titolo Le nuove mappe del mondo mediale:
“L’errore più frequente in cui incorrono i profeti consiste nel non accorgersi che il futuro è già arrivato. Dopo anni in cui le previsioni sulle imminenti e radicali tasformazioni della vita quotidiana a opera della rivoluzione digitale si sono succedute rapidamente le une alle altre, ora che i cambiamenti sono veramante avvenuti, ai profeti sembra mancare la voce“.
La sensazione immediata che mi dà questo Libro italiano sul Web 2.0 – pubblicato per i tipi di RGB – è proprio quella che Alberto (aka Hexholden) abbia decisamante fiato da vendere. E mi fa piacere vedere come siano i giornalisti di lungo corso che parlano di Internet da oltre dieci anni e che non hanno mai smesso di farlo, anche se in sordina, a rimettere in moto la discussione su temi cruciali al di là dei mille balzelli degli ultimi arrivati che scrivono di media, Tlc e blog soltanto perché li usano. Parafrasando l’inappropriato cappello dato alla discussione sulla trasformazione del giornalismo oggi, si può dire: è il mestiere, Bellezza!
Meccanico specializzato
Chi è? È un lavoratore di un’officina che quando si accende una spia arancione sul tuo cruscotto che segnala la generica voce “Avaria motore” ti apre uno sportellino interno all’abitacolo, allaccia un cavo a una porta seriale, legge alcuni dati su un display, ti dice che va cambiato un piccolo pezzetto di plastica [quello in figura], esegue il lavoro in meno di un’ora e poi ti chiede 250 euro.
A margine del lavoro, ti aggiorna anche il software della centralina. Per fortuna gratuitamente, ma umiliandoti perché tu non immagini neppure lontanamente di avere una componente software sulla tua auto.
Lo standard della Finanziaria
Tra le mille sfaccettature – per essere buoni, ma potremmo anche dire “nel bazar” – della Legge Finanziaria si parla anche di Lavoro, per fortuna. L’impegno profuso non è indifferente e alcuni provvedimenti sono nuovi, come quelli legati alla lotta al sommerso (per la prima volta è istituito un Fondo), alle comunicazioni obbligatorie, al patto di solidarietà tra generazioni o agli incentivi previdenziali (o meglio al condono per quegli imprendiori che usano lavoro irregolare) per stabilizzare i Co.co.pro, ma altri permangono pericolosamente impantanati in vecchie logiche, ovvero alla necessità di appianare le crisi del settore privato o distribuire favori nel settore pubblico.
Interessante, dal punto di vista politico, la scelta di aumentare le aliquote previdenziali un po’ per tutti, a fianco della riduzione del cuneo fiscale. È il classico paradosso di sinistra in cui non è chiaro se si vuole rafforzare l’equità e la sicurezza sociale oppure appianare i conti dell’INPS. Vista la mancanza di qualsiasi specifica sull’onere del pagamanto del differenziale per il lavoro autonomo (in altre parole, l’aumento lo paga il lavoratore con partita IVA o il committente? Evidentemente il primo, che dovrà alzare le tariffe o più probabilmente subire una riduzione del suo compenso netto), propenderei per la seconda ipotesi.
Il cardine intorno al quale si opera nei provvedimenti è certamante il lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il lavoro “standard”. Vedremo col tempo se questo faciliterà realmente la transizione dal precariato. Oppure se aumenterà la larghezza del fosso.
You move, you improve
Decisamente lo slogan migliore e non tanto perché a proporlo è stata una ragazza italiana. Questi gli altri in lizza nel primo European Mobility Slogan Contest:




