Sale l’occupazione, i precari sono il 12,2%
Il giorno seguente alle buone notizie sull’occupazione registrata da Istat, qualcuno ha deciso di rovinare la festa e fare i conti sui precari. Emiliano Mandrone e Nicola Massarelli pubblicano su La Voce.info i risultati. Questa la sintesi finale:
Complessivamente l’area della precarietà coinvolge 3.757.000 individui, tra i quali uno su quattro non è occupato. L’incidenza di tale area sulla platea potenziale di riferimento costituita da tutti gli occupati e dai non occupati con precedenti esperienze lavorative che mantengono un certo attachment con il mercato del lavoro (complessivamente 25.613.000 unità) si attesta al 14,7%. L’incidenza dell’occupazione precaria sul totale (23.001.000 unità) è pari al 12,2%, mentre tra coloro che non hanno più un lavoro, ma sono in cerca di una nuova occupazione o sarebbero immediatamente disponibili a lavorare (2.612.000 unità) i precari sono il 36,3%.
E qui la tabella riassuntiva:
Fonte: La Voce.info – Elaborazioni degli autori su dati ISTAT-RFL e ISFOL-PLUS.
Note: (*) Valore medio tra RFL e PLUS; (**) Sull’occupazione complessiva; (***) Sulle persone non più occupate ma in cerca di un nuovo lavoro o immediatamente disponibili a lavorare; (****) Sulla platea di
riferimento complessiva.
Storie di digital workstyle
Ogni tanto mi scrive qualcuno in relazione al libro Liberi Professionisti Digitali (Apogeo, 2006) per raccontarmi la sua esperienza e le difficoltà che incontra. Vi riporto soltanto un paio di esempi perché a mio avviso sono incoraggianti per chi cerca strade alternative o vuole migliorare la propria attività quando per esempio accade di sentirsi abbandonati dalla stessa categoria professionale a cui si appartiene.
I caso: un avvocato
“Sono avvocato, lavoro in proprio da poco più di un paio d’anni, con pochi mezzi (computer, cellulare, agenda, oltre alla testa, al cuore, inteso come passione, e alle gambe per salire e scendere dalle scale del Tribunale). È la prima volta che leggo suggerimenti concreti, messaggi incoraggianti, parole di buon senso. Una boccata d’aria buona in mezzo a tanto fumo (e niente arrosto) che ci viene quotidianamente propinato, ahimé anche da chi ci rappresenta ai vertici del nostro Ordine professionale e che, a ben vedere, si sciacqua la bocca con la parola “deontologia” ma assai poco fa per darci strumenti per lavorare.”
[Lettera firmata]
II caso: un broker finanziario, passato dal lavoro dipendente a quello autonomo
“Questa avventura è iniziata dopo tanti studi e preparativi nel tempo che mi rimaneva a disposizione. Lavoro da casa quando voglio con i miei quattro computer e nove monitor collegati via telefonica in banda larga e satellitare con dei fornitori di dati in real time. Non le nascondo la soddisfazione per questo tipo di attività che al momento sembra funzionare. Inoltre, non sono legato da orari fissi o periodi limitati di ferie. Per la prima volta, assaporo cosa vuol dire lavorare da soli senza capi che ti controllano e senza colleghi di ufficio che ti stressano… In certe giornate c’è veramente la possibilità di guadagnare con un solo contratto quanto guadagnavo in un mese. Da questa esperienza mi è nata una nuova idea su cui lavorare in parallelo nei tempi morti il sabato: aprire una Partita Iva per vendere un 90% (l’altro 10% è un mio segreto) della mia metodologia in corsi e seminari. Mi sto adoperando per costruire un mio sito Web, pubblicità, distribuzione di depliant, presentazione multimediale dei corsi, commercialista e tutto il resto che serve ad avviare un’attività. Le ho scritto per confermare come può cambiare la propria vita grazie alle nuove tecnologie se ben usate.”
[Lettera firmata]
Treu, Ichino e Cazzola sulla Legge Biagi
C’è chi sostiene che il modello dei giornali sia oramai obsoleto rispetto a Internet per creare dibattito, repliche o inoltrare risposte dirette. Da un punto di vista dell’apertura al grande pubblico è vero, ma vorrei segnalare un caso interessante relativo al tema del lavoro. Ieri Tiziano Treu ha rilasciato un’intervista a La Repubblica dedicata a Marco Biagi e alla legge che porta il suo nome. A distanza di 24 ore sul Corriere della Sera di oggi e la stessa Repubblica sono arrivati su fronti opposti i contro-interventi di Pietro Ichino e Giuliano Cazzola.
Il primo impiego
Non si scorda mai, ma neppure si trova. Stando alla piccola inchiesta “Lavoro, la fabbrica delle illusioni” di Federica Angeli su L’Espresso per chi è senza esperienza è un vero calvario. Si fa in tempo a consumare le suole delle scarpe tra truffe, raggiri, false speranze.
Ricordare Marco Biagi
Oggi, cinque anni fa l’omicidio di Marco Biagi. Mi limito a segnalare alcune risorse per chi vuole approfondire, come suggerito dal Presidente Napolitano oggi.
SITI DI RIFERIMENTO
Fondazione Marco Biagi.
ARTICOLI DI MARCO BIAGI
Tutti gli articoli di Marco Biagi per il Sole 24 Ore;
L’ultimo articolo di Marco Biagi “Chi frena le riforme è contro l’Europa“.
LETTURE
Il Libro Bianco realizzato da Marco Biagi [file .PDF, 450 Kbyte];
“Competitività e Risorse Umane” (documento elaborato per Confindustria nel 2001) [file .PDF, 230 Kbyte];
Lo speciale del Sole 24 Ore online;
Intervento di Sergio Cofferati alla commemorazione di oggi a Bologna;
Alcune memorie di ex collaboratori (rivista Diritto del Lavoro);
Gli articoli [File .PDF] di Pietro Ichino sul Corriere della Sera e Maurizio Sacconi sul Giornale.
IMMAGINI
Da Google, Altavista.
LIBRI
Morte di un Riformista di Michele Tiraboschi, Marsilio, 2003.
Alleanza tra in e out
La proposta di una alleanza tra contrattualizzati e collaboratori esterni, pubblicata sul sito del Barbiere della Sera, viene da una rappresentante sindacale del mondo dei giornalisti freelance, Simona Fossati, del gruppo Senza Bavaglio, ma potrebbe essere presa a paradigma di tutte le situazioni di disparità retributiva tra chi beneficia delle condizioni di un contratto di lavoro e chi offre consulenza o collaborazione in mercati a forte precarizzazione.