Humanitech – Il mio blog dal 2006

Milano ricca, Milano fragile

Progetto Strategico Città di CittàSono finalmente disponibili i materiali elaborati nel contesto del Progetto Strategico Città di Città, al quale diedi anch’io un piccolissimo contributo. Le informazioni che si possono avere sulla Provincia e sulla città di Milano dal punto di vista sociologico, del mercato del lavoro e dello sviluppo urbano e imprenditoriale sono moltissime. E va riconosciuto il merito a chi ha tracciato una così ben delineata fotografia. Segnalo soltanto alcuni dati che mettono in luce un aspetto inedito del Capoluogo lombardo: la sua fragilità.

Leggi tutto


Furbi e fessi

Interessante, come sempre, il contributo di Paolo Iacci di AIDP alla newsletter HR Online che è arrivata al terzo numero. Quasi come riflessione estiva ripubblica nell’Editoriale il “Codice della vita italiana” di Giuseppe Prezzolini scritto per la prima volta nel 1917 nella Rivista di Milano e per certi versi ancora attualissimo. Riporto soltanto i primi due punti, ma è da leggere per intero:

Cap. I – DEI FURBI E DEI FESSI

1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2. Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. – questi è un fesso.


Legge vacante

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi“.

Hahaha.


Gestione separata dal resto del mondo

Studio ACTA Pensioni Professionisti con Partita IVASegnalo lo Studio (file .PDF) molto accurato realizzato da ACTA sulla pensione di chi lavora come professionista con partita IVA (senza un Albo Professionale) e sulla Gestione Separata INPS, considerata senza mezzi termini dall’associazione dei consulenti del terziario avanzato “il sistema previdenzale più iniquo della storia d’Italia”.

In sintesi, i maggiori nodi di INPS 2 oggi sono:

  1. l’impossibilità di cumulare automaticamente e senza costi aggiuntivi tutti i contributi versati in diverse casse e gestioni (la recente modifica sul ricongiungimento pone anche il limite minimo di contribuzione di 5 anni per ciascuna posizione..);
  2. il fatto di scaricare sul lavoratore costi non sostenibili, in nome di un principio di solidarietà “al contrario”, che toglie a chi non ha mai avuto accesso ad alcuna tutela sociale per assicurare il mantenimento di privilegi acquisiti da chi invece ha pienamente sfruttato il welfare state (e qualche volta abusato di esso) [detto altrimenti: Inps2 riversa la sua liquidità nella ragioneria generale dell’Inps];
  3. il costo più elavato rispetto a tutte le altre tipologie di autonomi (artigiani, commercianti, professionisti con ordini) e, diversamente da quanto comunemente ritenuto, costoso quasi quanto quello per i dipendenti, ma nettamente più avaro nelle sue prestazioni;
  4. la bassa restituzione in proporzione a quanto versato;
  5. l’applicazione a tutti, indipendentemente dall’età, del regime contributivo puro;
  6. l’impossibilità di avere uno spazio per la previdenza complementare [infatti il TFR chi ce l’ha?].

 

Questo uno schema sul costo della contribuzione dei collaboratori con Partita IVA rispetto ad altre categorie.
Contributi pensionistici obbligatori per diverse tipologie di lavoro autonomo

Contributi Obbligatori per PARTITE IVA


Più lavoro gratis per tutti

La prima regola sul rapporto tra domanda e offerta che mi spiegarono al corso di aggiornamento per giornalisti del lavoro che frequentai tre anni fa fu questa: “Al tendere verso zero del costo del lavoro la domanda aumenta all’infinito“. In altre parole, ci sarà sempre un lavoro per chi si propone gratis.

Uno dei corollari che segue è che “all’aumentare dell’offerta, il costo del lavoro tende verso il basso“. Ovvero se per una posizione ci sono trecento candidati, c’è un’alta probabilità che sia quello che costa meno (o ha prezzi tra i più bassi) a spuntarla, trascinando verso il basso il mercato.

Retribuzione collaboratori - BlogosfereQualche settimana fa durante un incontro di presentazione del progetto di Nova 100, del Sole 24 Ore, Marco Montemagno di Blogosfere, network che non paga i suoi collaboratori, come si evince dalle specifiche riportate sul sito, ha affermato che da quando Il Sole 24 Ore ha acquistato parte della proprietà sono giunte 3.000 richieste di collaborazione!

Alle regole sopra citate aggiungerei dunque questa, tipica dell’economia della blogosfera: “Se l’aspettativa di miglioramento cresce, in un contesto di diffusa manodopera e in maniera assolutamente  indipendentemente dal ritorno economico immediato, diminuisce la componente inattiva del mercato“.


Cavalieri poveri

Premio per il lavoroManpower e AIDP hanno lanciato il Premio per il lavoro, concorso per il riconoscimento del “talento e dell’eccellenza”. Le modalità non sono ancora ben definite (il bando esce il 1° settembre), ma si evince dal sito che le candidature per le categorie Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Lavoratore extra-comunitario e Collaboratore esterno dovrenno essere fatte via Web dai direttori del personale di ciascuna azienda. I comitati di valutazione prevedono un parterre de roi (Tiziano Treu, Nicola Rossi, Corrado Calabrò, Giovanni Floris, Daniele Capezzone ecc.), mentre le premiazioni vedranno la presenza di Mauro Mazza e Giovanna Milella. I premi non sono ancora definiti.

Premio per il lavoro

P.S. Non chiedetemi perché, ma la prima cosa che mi è venuta in mente sono alcuni tappeti che trovai nei mercatini di periferia di Mosca sei anni fa, molto belli e lavorati, con i classici simboli sovietici (compresa l’immagine di un operaio), in tessuto rosso, ricamati in similoro e una frase che mi feci tradurre e che inneggiava al valore del lavoro. Erano premi che venivano assegnati ai migliori lavoratori dell’anno ufficialmente dall’ex Unione Sovietica. Davano prestigio, come se fossero medaglie. Si potevano appendere, come arazzi, vista la bellezza della lavorazione o mettere per terra e calpestare. In molti, per ricavare qualche rublo e sbarcare meglio il lunario, avevano deciso di venderli come souvenir agli stranieri appassionati di cimeli del Regime.


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi