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E se Internet pubblico si occupasse di lavoro?

Ho letto con interesse l’editoriale di ieri di JOB 24 a firma di Walter Passerini “E se la TV pubblica si occupasse di lavoro?” (file PDF, 800 Kb). Tema forte, non privo di risvolti politici. In molti ricorderanno la vicenda di Okkupati, prima stagione, che venne cassato nonostante facesse 3 milioni di spettatori a puntata. Per anni si parlò anche di un canale satellitare finanziato da una società per il lavoro (privata). Ma nulla è mai decollato. Arrivare oggi, con una proposta del genere, nel giorno in cui è stata annunciata la chiusura del canale RAI Utile, è piuttosto singolare. No?

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Memoria preventivamente disattivata

Olivetti Lettera 32Scrivi libri sull’utilità della tecnologia per lavorare, maledici chi ti ha fatto fare l’esame da giornalista con la macchina per scrivere e alla fine, quando tutto cambia, e te lo auguravi da anni, provi una terribile nostalgia: hai la chiara percezione che stai invecchiando e che qualcosa andrà irrimediabilmente perso.

Dalla newsletter dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia:

Con i prossimi esami di Stato, tra l’altro, si potrà mandare in soffitta la vecchia macchina da scrivere che sarà sostituita dal pc. La Commissione cultura della Camera ha approvato la proposta di legge di Pino Pisicchio che abolisce l’uso della macchina da scrivere e introduce l’uso del personal computer (con memoria preventivamente disattivata), oggi anacronisticamente escluso dall’esame di Stato. La legge ordinistica del 1963 impediva  l’uso di strumenti diversi dalla macchina da scrivere. Non appena anche il Senato approverà la nuova proposta già passata alla Camera, l’uso del pc all’esame diventerà operativo”


Hanno un bel giorno anche a voi

Dopo i mutui, il viagra, azioni su cui investire e fantastici posizionamenti sui motori di ricerca, è arrivato il momento del JOB SPAMMING. Santo protettore della tecnologia intercedi per noi.

JOB SPAMMING

P.S. Ma che diavolo vorrà dire: “si prega di me una goccia di linea“?


Codice incivile e multinazionali scaricabarile

Della serie quando la multinazionale fa lo scaricabarile sulle Partita IVA.

Storia di ordinaria pochezza professionale, alla quale non riesco ancora ad abituarmi, e che costantemente denuncio su queste pagine. Vi racconto l’ultima. La vicenda è semplice e si comprende a partire da questo schema di base.

(a) CLIENTE -> (b) SOCIETA’ FORNITRICE -> (c) CONSULENTE

Oggi molte imprese per le quali lavorano le partite IVA, gli indipendenti e i liberi professionisti rivendono servizi a terzi. Nell’ambito della comunicazione questo è cosa semplice da capire. A chiede a B una campagna pubblicitaria, B chiede consulenza a una partita IVA (C) e poi fa mark-up sul suo lavoro. Lo stesso accade in altri ambiti, dalla logistica alla ricerca e sviluppo, dal commerciale al marketing, all’organizzazione aziendale.

Al momento del pagamento delle prestazioni che cosa accade spesso? Beh, leggete:

Nota pagamento ordine

Si paga il fornitore (che non è un’impresa, ma un lavoratore individuale!!) soltanto se e quando il cliente salda le fatture. Nella catena del valore il rischio d’impresa è spostato così verso il basso. Questa formula del “ti pago se mi pagano” determina una dinamica non controllabile, che dipende dalle terze parti e non più dal committente diretto. E’ del tutto evidente che si tratta di una pratica illegale [basta dare una rapida lettura al Codice Civile, senza complicare troppo la vicenda], ma la Partita IVA – senza possibilità di dire alcunché – deve attendere fiduciosa.

In alcuni casi oltre al danno (ritardi nei pagamenti e sospensione della certezza) c’è pure la beffa. Il caso citato qui sopra è di un’impresa che ogni fine anno non sa dove mettere gli utili e si ritrova così in garage tre Porsche intestate all’azienda che l’amministratore delegato usa a turno, quando ne ha voglia. Intanto continua a mettere in calce agli ordini di pagamento tale specifica.

Mi chiedo: perché le società [in Italia] si comportano così con i fornitori più deboli? Non c’è più nessuno con i coglioni, capace di prendersi questo benedetto rischio d’impresa sul lavoro commissionato?


Selezione chiavi in mano

Oggi, un amico: “Mi ha cercato una società di selezione settimana scorsa. Ha trovato il mio profilo su Xing!! Voleva che facessi  un colloquio in una città a 500 km di distanza: affermava che il suo cliente mi avrebbe pagato il viaggio. Figurati, mi sono detto, e prima di spendere un capitale in aereo, sono andato in macchina. Al termine del colloquio, mi hanno detto di passare in segreteria: mi hanno rimborsato 0,30 cent/euro al chilometro“.

Peccato che tutto questo accada in Germania. Spero di andarlo a trovare presto a Berlino.


Karl Marx as a blogger?

Ceti medi senza futuro? di Sergio BolognaMentre stavo scrivendo ieri sera il testo di base per l’intervento di oggi alla presentazione del libro di Sergio Bologna (foto a fianco), mi è capitato, per caso, di incrociare questa battuta di Andrew Leonard (su Salon.com):

Se un blogger inizia a scrivere di Karl Marx, il resto della blogosfera penserà che è un pazzo e lo ignorerà. Se due blogger lo fanno, si penserà che fanno parte di una cellula rivoluzionaria, e forse verranno spediti a Guantanamo. Ma se tre blogger iniziano a parlottare del “Capitale”, beh, manca veramente pochissimo per considerare questo un movimento completamente sviluppato!

Lavoratori autonomi di tutto il Web, dunque, unitevi. Oggi, diremmo aggregatevi. Ho voluto stemperare un po’ la materia e divagare sul tema del lavoro intellettuale autonomo

Per i Materiali di Humanitech (e per chi non può venire alla presentazione..) lascio un contributo personale [scritto un po’ di corsa, perdonate], corrispondente più o meno, con lo speech che tra poco appronterò..

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A supporto della presentazione del libro di Sergio Bologna “Ceti medi senza futuro?
KARL MARX FAREBBE IL BLOGGER? – (File .PDF)

IconaI materiali di Humanitech
Testo a cura di Dario Banfi, rilasciato con licenza “Creative Commons”

Pamphlet sul lavoro autonomo di seconda generazione, i knowledge worker e le difficoltà di una categoria ben più numerosa dei sostenitori di Mastella.

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Update: se vi interessa qui trovate l’intervento di Sergio Bevilacqua (file PDF) fatto durante la presentazione del libro di S. Bologna.


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi