0 commenti su “Nasce “generazione pro pro””

  1. Stupisce che i tre professori universitari e senatori del Pd che hanno criticato nel Corriere di oggi la riforma Gelmini per l’assenza di risorse e lo scarso rispetto dell’autonomia universitaria non abbiano nemmeno accennato all’unica soluzione capace di ripristinare insieme risorse e autonomia e persino di promuovere una sana competizione fra gli Atenei premiando i migliori. La soluzione e’ quella di riconoscere alle Università la libertà di determinare il livello della contribuzione studentesca che oggi non supera i 2000 E all’anno, fra i più bassi del mondo occidentale. Se ai 2 milioni di studenti di richiedessero 1000 E all’anno in più si genererebbe una potente risorsa che restituirebbe alle Università capacita’ di fare ricerca e di fornire agli studenti capaci e meritevoli quell’assistenza che meritano. Se si chiede invece che sua solo lo Stato a finanziare le Università e’ ovvio che il Ministero pretenderà di controllare ed esigerà omogeneità organizzativa e di servizi; se invece saranno anche le famiglie a farsi carico in misura maggiore di oggi degli studi dei figli, esse pretenderanno servizi adeguati ed efficienti. Naturalmente gli aumenti dovranno essere graduati in relazione ai redditi e la spesa universitaria detratta dall’ imponibile della famiglia così da spostare una parte del finanziamento alle università dalla fiscalità generale a quella di scopo o all’area dei corrispettivi per i servizi pubblici. Pensare invece che uno Stato indebitato come il nostro, con un peso fiscale enorme, in un periodo di grave crisi economica possa aumentare le risorse per l’Universita( ma anche per i musei, gli enti lirici, gli istituti di cultura, il cinema, il teatro, etc etc etc) e’ pura utopia se non demagogia. Cordialmente Vittorio Domenichelli
    riva e di servizi

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