Humanitech – Il mio blog dal 2006

Discorsi nel merito

nelMerito.comFa capolino online il nuovo sito nelMerito.com. Benvenuti!

Nella struttura e nelle finalità assomiglia moltissimo a Lavoce.info, è inutile nasconderlo. Ma visto che siti di questo genere fanno soltanto bene in Italia poiché aiutano a migliorare la riflessione sui temi di interesse pubblico, sposo fin da subito l’iniziativa. Bravi.   

(via JobTalk)


Veltroni e il salario minimo

Walter VeltroniDai 12 punti del programma di Governo del Partito Democratico: “Avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l’obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili“.

Che cosa significa “economicamente dipendenti”? Senza contratto da lavoro dipendente, ma ugualmente dipendenti rispetto alla fonte di reddito? Oppure dipendenti tout court? Non è dato sapere. Intanto al Sole 24 Ore hanno fatto due conti:

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Il fattore C e lo stipendio

C come Creatività. Ha una correlazione diretta con l’incremento dei valori in busta paga. Lo hanno calcolato, per il mercato USA, Todd Gabe, Kristen Colby e Kathleen Bell, nella ricerca “The Effects of Workforce Creativity on Earnings in U.S. Countries” (.pdf).

Là dove è più elevata la diffusione della classe creativa i salari sono anche più alti.


Flexecurity, chi è costei?

Flessibili, non precariMetto a disposizione alcuni materiali (link, PDF ecc.) che potrebbero tornare utili nel dibattito sulla precarietà, che sicuramente scalderà la prossima campagna elettorale. Riguardano la conferenza internazionale “Flessibili non precari”, organizzata a Torino, venerdì e sabato, da Ministero del Lavoro e Regione Piemonte, alla quale è stato dedicato anche un sito specifico.

Per l’occasione è stata commissionata all’Istituto Piepoli la ricerca “Studio sulla percezione giovanile del mercato del lavoro” (formato .PDF). Venerdì mattina, prima del convegno, Fabio Sebastiani, commentava l’indagine così su Liberazione, nel pezzo La precarietà buona non esiste: “La precarietà è una condanna. Lo pensa il 90% degli atipici e delle atipiche in Italia. Non è propriamente una novità“. In realtà la questione è più complessa. Si legga l’indagine. Qui, invece, trovate un riassunto dei dati presentati, curato da Carlo Ruggero per Rassegna, giornale di CGIL.

Ciò che si evince è una scarsa fiducia nel futuro, grande disinformazione su Leggi e iniziative governative, una totale ignoranza sul tema della flexecurity. Insomma i giovani non ci fanno proprio una bella figura. Di seguito riportiamo alcune tabelle tra le più significative, anche se la fotografia scattata mostra molto di più sulla percezione, soprattutto a livello qualitativo. Resta poi un errore imperdonabile nel solito modo di approcciare la precarietà come “tutto quello che non è lavoro dipendente” (cfr. Tab. pag. 24). Piepoli rimandato a settembre.

La percezione della precarietàSecondo Cesare Damiano “in Italia il lavoro flessibile interessa il 12-13% circa degli occupati. Si tratta di un dato allineato agli standard europei: la differenza è che in Italia si rimane troppo a lungo nella condizione flessibile e questo aiuta l’identificazione della flessibilità con il precariato“.

Tra precari e flessibili dunque c’è soltanto uno “salto temporale”, che si può ipotizzare (visto il recente tetto fissato per i contratti a termine) in 3 anni. Sarà l’approccio corretto? Sergio Marchionne ha ribadito, invece, che alle imprese “non servono dipendenti usa e getta“. Flexecurity, questa sconosciutaGli interventi a Torino sono stati numerosissimi. Tutti hanno qualcosa da dire sul precariato.

La giornata di venerdì è disponibile su questo link, registrata per intero da RadioRadicale.it. Il dibattito di sabato, guidato da Massimo Mascini del Sole 24 Ore, è diponibile invece qui, sempre per intero. Altri resoconti dell’evento sull’Espresso online. Lascio poi in download una breve rassegna stampa (in .PDF) degli articoli usciti sabato e domenica sulla stampa nazionale e il link a “Precarietà, il bluff della flexicurity solo per chi se la può permettere”, ancora di  Sebastiani per Liberazione.


In verità non hanno torto

Un delirio di parole: 10mila per un compenso di 10 euro. Si propone nell’annuncio “Scrittori & Recensori – Nessun obbligo di curriculum (Milano)” pubblicato su Cercolavoro.it. Me lo segnala A., che preferisce rimanere anonima. Candidandosi per la posizione ha ricevuto questo messaggio [qui in .txt] di quattro pagine, in cui si propone:

* la scrittura di articoli che sommati devono contenere 10.000 parole per la recensione di giocattoli, da inserire sul portale Giocattoleria.it, dominio del signor Raffaele Cafiero di Napoli;
* il compenso di 10 euro (netti e in nero, così almeno pare nella risposta fornita). Attenzione nell’annuncio di parla di “parole”!! Se fate un calcolo, (mediamente il rapporto tra battute e parole è di 6:1) questo significa che la retribuzione è di 0,25 cent/cartella!! Se siete rapidi e scrivete 1 cartella in 20 minuti, verrete pagati 75 cent/euro all’ora;
* il pagamento via PayPal (che rende difficoltoso risalire al committente esatto e che permette di eliminare la transazione via Conto Corrente).

La cosa più divertente della risposta, a ogni modo, è questo inciso presente nel testo:

Parecchi non credono alle offerte di telelavoro ed in verità non hanno torto: ci siamo accorti che il 97% di quanti promettono telelavoro o si tratta di fandonie oppure patteggiano compensi che il più delle volte costituiscono ben poca cosa!


Not in my blog yard

Nelle ultime due serate di Porta a Porta sia Silvio Berlusconi sia Walter Veltroni hanno iniziato a fare campagna elettorale a partire dai temi dei salari e del lavoro. La redazione ha propinato per ben due volte lo stesso sondaggio sulle “Priorità del nuovo Governo”, che secondo gli italiani sono:

I problemi che dovrà affrontare il nuovo governo

Ora la domanda è: perché online, su blog e affini (opinionificio per definizione), non si discutono, in termini di frequenza o intensità, nell’ordine, le medesime questioni?


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi