Humanitech – Il mio blog dal 2006

Dieci consigli per rientrare al lavoro

Consigli per il primo giorno di un lavoratore dipendente.

  1. Non rientrate.
  2. Se proprio vi tocca, fate con calma, magari perdete il primo autobus o treno appositamente…
  3. Varcate la soglia di ingresso in ufficio con circospezione, come se vi foste dimenticati a casa il badge o vi sia capitato un incidente che ha generato amnesia a intermittenza;
  4. In ufficio salutate altri soggetti senzienti come l’orso appena svegliato, con un “umpf”, alzando il mento e la testa, senza pronunciare parole di alcun genere e se vi chiedono come va fate una smorfia con la bocca, inclinando leggermente il capo sul fianco;
  5. Accendete il computer come se fosse una macchina del caffé e attendete senza dire nulla, guardando fissi lo schermo come si fa con la centrifuga della lavatrice nei giorni di pioggia;
  6. Aprite il client di posta elettronica e aspettate, guardando il muro;
  7. Alzate la cornetta del telefono almeno due volte, per varificate che il tu-tu non sia degenerato in un blurp-blurp per il caldo estivo;
  8. Ora calcolate il tempo che vi resta alla pausa pranzo e poi all’uscita, in ore, minuti e secondi. Se serve fate un foglio Excel;
  9. Non prendete neppure un caffé, state nel vostro dormiveglia, pensando magari ai 147 milioni di euro che si sta godendo qualcun altro;
  10. Riordinate tutto il riordinabile, ma non fate una virgola di fatica, magari anticipate la pausa pranzo, fate finta di fumare una sigaretta in balcone oppure uscite a sgranchirvi le gambe per almeno 10 minuti ogni 35 minuti.. Importantissimo: non rispondete a nessuno, a voce o via e-mail. Voi non siete ancora rientrati, vero?

Consigli per il primo giorno di un lavoratore autonomo.

  1. Alzatevi prestissimo, due ore prima del solito e andate a comperare il pane, il latte, il giornale, poi però fate colazione al bar;
  2. Al bar leggete solo giornali con la cronaca locale e il calcio, ovvero ciò che non modifica l’universo nel suo insieme, rientrate con calma nel mondo civilizzato;
  3. Se il barista vi chiede “allora tutto bene, finite le ferie?” chiudete subito il discorso con un “...certo, anche se sto lavorando già da due settimane…“;
  4.  Tornate presso il vostro luogo di lavoro, la casa, lo studio e fissate il computer come il vostro peggior cliente, con malcelata accondiscendenza, un pizzico di sufficienza e insauribile pazienza, poi premetete su “power on”;
  5. Durante il boot del sistema andate a fare altro, tipo verificare che non vi abbiano scritto sui muri esterni di casa con lo spray, quante foglie secche sono da spazzare in giardino, se il frigorifero ha moltiplicato miracolosamente gli unici due limoni in quattro o se per caso qualcuno ha lasciato messaggi in segreteria senza che ve ne siate accorti, poi staccate tutti i telefoni;
  6. Tornate al computer, avviate il client di posta, attendete commentando in maniera idiota, ad alta voce, il subject dello spamming, e silenziosamente, con frasi del tipo “..questo può aspettare..” quelle dei vostri clienti..;
  7. Aprite il feed reader, friendfeed, facebook e chi ne ha più ne metta, perdendo le prime due-tre ore ad aggiornarvi sul nulla, poi rispondete alla prima e-mail seria di un cliente, facendo attenzione a non usare emoticon, slang, nickname;
  8. Fate mente locale, pensate a quale sia il progetto o l’attività che ha bisogno di maggiore attenzione e aprite furtivamente documenti e cartelle, poi rinunciate e, per la fatica, svaccatevi sul divano e leggete 20 pagine di un bel romanzo, meglio se dedicato a serial killer (tipo American Psycho, Diario di un killer sentimentale ecc.);
  9. A seguire, mentalmente, riprendete le fila degli ultimi lavori, idee, progetti in sospeso e quando vi assale il panico pensate a quei poveri cristi che in ufficio non hanno neppure un divano;
  10. Infine fatevi una bella dormita di 40 minuti, poi riattaccate i telefoni e uscite. Tanto entro 6 minuti netti qualcuno vi romperà le palle per fare il lavoro che non ha voglia di fare, rientrando in ufficio… 

Press stop to relax

Disconnetti la menteQui si fermano le macchine per qualche settimana. Niente Internet per un po’, vado a disintossicarmi. Poca tecnologia al seguito. Giusto un iPod in tasca, sempre se mia figlia di tre anni che ha più o meno già capito tutto, non ne prenderà possesso.

A presto.

Buone ferie.


Lavoro e Web 2.0

Segnalo a chi segue i temi del lavoro, di Internet e del Web 2.0 la raccolta ragionata (e molto interessante) di spunti, link e approfondimenti su questi temi curata da Luca Frigo per la newsletter di luglio dell’AFI-IPL dal titolo “Relazioni di lavoro tra tecnologie e Web 2.0” (.PDF).


L’inutilità percepita

La situazione della Ricerca in Italia è come noto assai malmessa. Un modo intelligente di comprendere quali siano le difficoltà è di partire dalle persone, ovvero da chi la ricerca la fa. Nello specifico, i protagonisti dell’Iniziativa interuniversitaria STELLA (Statistiche sul TEma Laureati & Lavoro in Archivio online) hanno deciso di fotografare con lo studio “Il dottore di ricerca: un motore di innovazione per le imprese?” (.PDF) la relazione che esiste tra Ricerca e Occupazione nell’ambito dei dottorati.

I giudizi sui Corsi di dottorato in Italia e sulla preparazione al lavoro di ricercatore sono tutto sommato positivi, così come è elevatissima la percentuale di impiego successivo al conseguimento del dottorato. Il punto debole della catena di produzione del valore di questo prezioso Capitale Umano sfornato dai Dottorati è il fatto che i percorsi di carriera siano orientati in netta prevalenza nel segmento del pubblico impiego e scarsamente nel privato (12% dei casi), con conseguente bassa retribuzione e incrementi in busta paga che premiano il merito pressoché inesistenti. Più dinamico è il settore privato, ma è diffusa la percezione di utilità limitata del titolo di dottore sul mercato del lavoro. “Il titolo è poco compreso dal mondo delle aziende“, si dice nello studio. Per qualcuno questo significa emigrare.

Questo è il giudizio che gli stessi dottori danno dell’utilità del loro titolo sul mercato del lavoro italiano:

dottorato_mdl_italia

Fonte: STELLA-Cilea, 2009


Regali da restituire

Primo anno di lavoro zero lire, il secondo 50 mila lire al mese. Chiedo un aumento, mi dicono: o così o niente. E io do le dimissioni“. Con il tempo è diventata Annamaria Testa, copywriter di successo. Ricorda a chi vuole iniziare: “La scrittura in pubblicità è breve e dolorosa. Per un buon titolo ci vogliono giorni, settimane“.

Oggi a 56 anni si spara in cuffia i Massive Attack e contribuisce al progetto online Nuovoeutile.

Chi fa della scrittura un mestiere può leggere la bella intervista uscita ieri sul Corriere della Sera, qui disponibile in .JPG. Si conclude così:

Il Web è stupefacente per trovare risorse e farsi venire delle idee. E di questo c’è un gran bisogno in Italia. Sono stanca di pessimismo. Mi piace pensare che una cosa scritta o detta in aula, o un suggerimento[..], possa essere il granello di polvere che fa cambiare la traiettoria. So che è già successo. I regali vanno restituiti, o almeno rimessi in circolo, no?


I creativi mettono i puntini sugli IN

Strano che per essere indipendenti sia necessario avere un buon network. E che per esercitare un’attività in autonomia sia indispensabile trovare tutele di gruppo. Eppure in un mercato che libera sempre più risorse verso il mondo freelance – e questo è ancora più vero nell’ambito della comunicazione, dove le multinazinali, gli editori e le grandi agenzie sono sempre meno impegnate in prima linea, ma svolgono routinarie attività di accounting e mark-up, lasciando la creatività ai piccoli agglomerati indipendenti – in un mercato così, trovare una rete di coworker virtuali è un’esigenza concreta e sana, che può contribuire a determinare regole non scritte e portare avanti  azioni che soltanto insieme possono trovare risposta, per esempio sul fronte delle tutele generali del Welfare State o della condivisione di strumenti, informazioni, attività di formazione e servizi.

I-Network

Per questo sono contento che abbia finalmente preso vita il nuovo (drupal)sito di I-Network, realizzato da Elisa Marras. Già attivi su LinkedIN, i creativi ora sono presenti anche qui.

Indipendenti italiani del mondo della comunicazione tenete d’occhio questa inziativa, seguitela! Meglio se da vicino (o da dentro..), comunque seguitela.

Avendo conosciuto i responsabili (Elisa, Rinaldo e Dilva) in occasione dei seminari ACTA su come farsi pagare da freelance posso dire che si tratta di persone affidabili che portano avanti un principio intelligente, sintetizzato nel loro Manifesto così:

Meglio In Network, che solo Indipendenti!

In bocca al lupo all’iniziativa.


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi