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Nuovi canali YouTube per ACTA e PIU

Canale YOU TUBE di PIU - Professioni Intelletuali UniteAprono i canali YouTube di ACTA – Associazione Consulenti Terziario Avanzato e di PIU-Professioni Intellettuali Unite.

Il primo video su quest’ultimo è un lungo monologo di Claudio Antonelli, che mette a disposizione anche le slide del suo intervento Web.

Tra queste è utile a mio avviso riprodurne una, in cui si evidenzia l’ampio ventaglio di protagonisti del lavoro intellettuale in Italia e che nella sua area centrale vede oggi i lavoratori più in difficoltà.

Il ventaglio del Lavoro Professionale


A mani nude

Treu sulla Riforma delle Partite IVADopo il successo della manifestazione di ieri (occupazione della Triennale) e la pubblicazione sul Corriere della Sera di una proposta di Riforma per le Partite IVA, arrivano alcuni segnali dalla politica. A fianco le note di Tiziano Treu che per gli smemorati fu proprio il Ministro del Lavoro al tempo del Governo Dini che portò alla Legge 335/1995 per la costituzione della Gestione Separata INPS!!

Positiva la segnalazione del medesimo tema, in vista di un allargamento del dibattito, è ancora una volta l’editoriale odierno del Corriere della Sera in cui si legge, a firma di M. Ferrera:

Il modello della flessibilità senza rete di sicurezza su cui hanno puntato i vari governi a partire dal 1997 mostra oggi tutti i suoi limiti: centinaia di migliaia di lavoratori atipici hanno già perso il posto di lavoro [..] tra le figure di questo esercito sta finendo anche un numero crescente di lavoratori in passato relativamente sicuri: artigiani, piccoli imprenditori, persino alcune figure di liberi professionisti.

Da segnalare anche l’uscita nella Cronaca di Milano, sempre sul Corriere della Sera, del pezzo di Rita Querzè, che dà notizia della manifestazione in Triennale. Si legge nell’articolo ben documentato “Il popolo del lavoratori autonomi occupa la Triennale: Troppe tasse! (articolo in download in formato .PDF, visibile anche qui, online):

“Il nostro primo problema è di uscire dall’invisibilità”, dice Anna Soru, presidente ACTA e ricercatrice. “Stiamo lottando a mani nude senza nemmeno lo scudo degli ammortizzatori sociali“.

In visione anche il servizio TV messo in onda ieri da Telenova


L’occupazione della Triennale!

ACTA in Triennale

A questo è giunta oggi ACTA e un gruppo di lavoratori autonomi, freelance, professionisti indipendenti che hanno voluto dimostrare il proprio dissenso in merito alla sistematica mancanza di attenzione da parte delle Istutuzioni e del Governo che ha ipotizzato nella costruzione della manovra Finanziaria un innalzamento delle aliquote contributive (di +1,2% oltre all’aumento già previsto dal Governo Prodi per il 2010)  per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS.

Il luogo simbolo della creatività milanese, spazio espositivo per opere dell’ingegno e dibattiti culturali sull’evoluzione del mondo delle professioni intellettuali e del terziario avanzato, ha visto la pacifica occupazione dello scalone centrale che porta all’aula magna. Un corteo funebre inscenato dalle professioniste di AITI e Assointerpreti (traduttrici e interpreti) e una sfilata di altri lavoratori appartenenti ad ACTA e I-Network ha raggiunto il cuore della Triennale, dove i manifestanti hanno messo in scena la rappresentazione del loro “dissanguamento” ad opera dell’Istuituto di Previdenza. Flebo attaccate al braccio per alcuni e macigni sulle spalle per altri come simboli di un peso insostenibile e un prelievo contributivo abnorme, superiore a quello di tutte le altre categorie di lavoratori in Italia.

Questo il comunicato stampa ufficiale in cui si spiegano le ragioni di questa azione nei dettagli. Per altre informazioni si leggano anche gli ultimi 6 post di questo blog. Qui altre notizie da Roma, per la manifestazione parallela, davanti a Montecitorio. Sul sito ACTA sono disponibili ulteriori dettagli dell’Evento.

Alcune mie foto della manifestazione, sotto forma di performance (era pur sempre la Triennale, no?).

ACTA in Triennale

ACTA in Triennale

ACTA in Triennale

Altre foto:

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Una riforma in 5 punti per le Partite IVA

Ancora Di Vico (Corriere della Sera) sulle Partite IVA, con un pezzo veramente ben centrato sulle problematiche dei lavoratori autonomi: “Tutele e contratti: come riformare le Partite IVA“. A margine il Corriere pubblica oggi anche un’intervista a Lupoi di Colap: “La pensione? Per i giovani sarà meno di quella sociale“.

Questi i cinque punti identificati dal quotidiano per migliorare la condizione lavorativa di chi oggi opera in regime di autonomia sul mercato:

Riforma delle Partite IVA - Corriere della Sera

Governo, se ci sei batti un colpo!


Pacchetto Lavoro in Finanziaria

Ecco il testo ufficiale (che ho reso in formato .PDF) trasmesso dal Ministero del Lavoro sul Pacchetto Lavoro che sarà inserito in Finanziaria e da discutere in questi giorni alla Camera.

Oltre a quanto indicato nel post precedente (lo sgambetto alle partite IVA), è interessante la precisazione:

La disposizione è finalizzata a semplificare, in via sperimentale per l’anno 2010, i requisiti previdenziali di accesso all’indennità di disoccupazione. In particolare, per l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali si computano anche i periodi svolti nel periodo precedente sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche  a progetto, nella misura massima di tredici settimane.

P.S. In altre parole si ripete che anche anche Co.co.pro e Co.co.co avranno chance per ricevere assegni di disoccupazione. Si tace invece il fatto che il Governo si ferma a quanto già deciso l’anno scorso. Non cambia cioè di una virgola l’estensione di queste forme di protezione sociale a chi per esempio non ha contratti di lavoro, ma solo lettere di incarico, pur versando contributi alla Gestione Separata! Tecnicamente questa scelta è stata maturata con la bocciatura dell’emendamento G4.108 all’Art. 1-Bis (proposto da Ichino, Roilo, Treu, Biondelli, Blazina, Ghedini, Nerozzi e Passoni) che impegnava il Governo a utilizzare le risorse già presenti per il sostegno dei lavoratori che sono più direttamente colpiti dalla crisi (i famosi 13 mld di euro per la CIG e CIGS), introducendo la cassa integrazione e i trattamenti di disoccupazione nei casi in cui non siano ancora previsti. Ecco, questo impegno non si è voluto prenderlo.


Tassare tutti per aiutarne uno?

La Repubblica annuncia che aumenterà l’assegno di disoccupazione una tantum per i Co.co.pro. che operano in regime di monocommittenza (=1 solo cliente); che l’anno prima hanno dichiarato un reddito lordo tra 5 e 20mila euro; che hanno versato, nell’anno di riferimento, almeno un contributo alla gestione separata; che restano senza contratto di lavoro per almeno due mesi; risultano contibuenti dell’INPS – Gestione Seoparata, nell’anno precedente, per almeno tre mesi (ho sbagliato previsioni, non devono avere l’H1N1, ma poco ci manca)

Scrive Anna Soru, presidente ACTA: “All’assegno non hanno diritto i professionisti con partita iva. Ciò che i giornali non dicono è come sarà finanziato l’aumento. Siamo molto preoccupati, temiamo di essere chiamati a finanziare un’indennità da cui siamo esclusi. Non sarebbe la prima volta, dato che siamo obbligati a pagare per l’indennità di malattia domiciliare e per i congedi previdenziali, senza aver alcun diritto a ricevere queste prestazioni.”

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Che fare? Domani c’è un sit-in a Milano, in Triennale! Se vuoi avere più informazioni o protestare, unisciti al gruppo di professionisti del lavoro intelletuale autonomo che si danno raccolta nel luogo simbolo della creatività a Milano. Ore 11.00. Partecipa numeroso!

Scarica due volantini (a cura di Rinaldo Crespi) della campagna di sensibilizzazione

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Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi