10 persone da conoscere nel fare networking
In stile molto pragmatico (americano) alcuni esperti di networking ritengono sia indispensabile avere nella propria rete, per fare bene ciò che si fa, una serie di “tipologie” differenti di contatti. Non dovrebbero cioè mai mancarti:
- Un mentore che ha maturato grande esperienza ed è in grado di trasmettertela, presentando situazioni vincenti ed errori. Saggezza ed esperienza sono quanto puoi (e devi) acquisire dalla relazione con lui, per guardare ai giusti traguardi di lungo periodo;
- Un coach che interviene in tempi diversi nei momenti critici ed è in grado di aiutarti nelle scelte più complesse o nei momenti di transizione. La sua forza è qualla di farti fare un passo avanti;
- Un insider (d’azienda) che opera nel tuo stesso campo, ma detiene informazioni privilegiate sul mercato dal punto di vista interno alle imprese. La relazione con lui ti aiuterà a progettare servizi e un’offerta adeguata alla domanda;
- Un trendsetter che, anche fuori dal mercato in cui lavori, segue i maggiori trend di mercato del lavoro e della consulenza. E’ utile tenere questa persona sotto il proprio radar perché può indicare contatti o iniziative che danno freschezza al tuo business anche in maniera non convenzionale. Ti fornisce, inoltre, argomenti di discussione o di approfondimento;
- Un “connettore“, persona cioè di contatto, che ha accesso a persone, risorse e informazioni. Ha talvolta l’abitudine di girarti informazioni che potrebbero interessarti o addirittura chiamarti al telefono (o via chat) per infilare qui e là, in chiacchiere poco importanti, anche notizie sul tuo mondo. I connettori sono le pedine migliori nella tua rete di contatti: non portano business, ma aprono la strada;
- L’idealista è invece qualcuno con cui volentieri puoi sognare senza pudore. La sua funzione è quella di ascoltare le tuee idee più strane, favorendo un brainstorming naturale che altrimenti non troverebbe sfogo. E’ indispensabile nelle professioni creative e di comunicazione, design e innovazione, anche tecnologica;
- Il realista al contrario è chi ti riporta con i piedi per terra. Nella cultura italiana questo spetta di solito a mogli e mariti :-). Nel mondo della consulenza è spesso un amico o ex partner/collega che ti racconta casi di insuccesso o mette in guardia da pericoli e iniziative che non sono cost-effective. I migliori realisti non frenano le tue speranze, ma semplicemente ti fanno i conti in tasca perché tu possa davvero raggiungerli;
- Il visionario è un tipo di contatto che ogni volta che ascolti o con cui parli fornisce giusta ispirazione e motivazione. A differenza dell’idealista che ti aiuta a sognare, il visionario traccia anche i passi e li disegna insieme a te per rappresentare giuste direzioni da prendere. La relazione con questa figura potrebbe farti sterzare, inducendo cambiamenti di rotta nei modi di fare, nelle attività o nei costumi lavorativi ecc.;
- Il partner ha un ruolo invece fondamentale per un freelance, in particolare quando si decide di approntare attività che superano le forze o competenze individuali. Con lui puoi condividere lavoro, tempo, spazi senza difficoltà. Ti aiuta a calibrare meglio l’azione e il lavoro mentre prosegui in parallelo con lui su progetti comuni. Condivide con te risorse, opportunità, informazioni;
- L’apprendista (o wanna-be) è un giovane [non per età, ma per esperienza] consulente al quale potresti fungere da mentore. Il miglior modo per farti capire dagli altri, in una rete di contatti, è quello essere in grado di spiegare davvero il tuo business ad altri, raccontando vita quotidiana, difficoltà, soluzioni. Nel networking, ogni azione di contatto può avere spinte bidirezionali: non guardare soltanto a quali benefici potresti trarre immediatamente da un contatto, ma valuta dunque anche la possibilità di offrire tu qualcosa.
P.S. Ricordo ai consulenti in ascolto che domani a Milano c’è il primo ACTA Networking Day. Partecipa numeroso!
Una vita a Tetris
Stati generali della precarietà 3.0 a Roma, 15 16 17 aprile.
Sistemando i feed sul #freelancing
… vedo che le mie fonti italiane sono poche. Mentre ho un blogroll infinito in lingua inglese, nel Web italiano siamo davvero in pochi. Vuoi segnalarmi il tuo blog/sito/canale Twitter o pagina facebook dedicata al lavoro autonomo, al mondo freelance o all’attività di consulenza?
Agenzie o freelancer?
Dipende sempre dalla dimensione delle attività e dai mezzi di produzione necessari, ma a parità di “piccole dosi di lavoro”, condivido la tesi di Meghan Paul di Solvate:
[…] working with a great freelancer is preferable to outsourcing to an agency or development shop. Why? Aside from being more affordable, freelancers are more passionate, creative, and personally invested in your company’s success. Freelancers are under incredible pressure to find repeat customers and steady work, so they are often more eager to satisfy client demands. Thus, they’re more accountable for their work; there is no one to point to except themselves when something goes wrong. Its also much easier to establish an ongoing relationship with freelancers, who will be more likely to chip in at the drop of the dime when your next urgent deadline pops up.
Posso usare Facebook in ufficio?
No. Ma che cosa ti credi? Lavora, sei alle dipendenze, mica al bar! Un utile approfondimento si trova oggi sul Sole 24 Ore in due articoli: “Troppo Facebook il posto è a rischio” e “Decalogo dei giudici per chi usa Facebook in ufficio (e non rischiare di perdere il posto)“. Questo il punto chiave:
Si tratta di tempo impiegato in un’attività extralavorativa durante l’orario di lavoro e quindi sottratto alla prestazione contrattualmente dovuta al datore di lavoro. È stata coniata al riguardo l’espressione “assenteismo virtuale”.
Non c’è scritto, ma sono certo che la stessa cosa valga per Twitter & Co. Interessanti anche alcune note a margine: chi fa selezione per conto delle aziende non potrebbe cercare informazioni riservate o dati sensisbili attraverso Facebook per giudicare i candidati, sarebbe perseguibile penalmente per violazione dello Statuto dei Lavoratori. Tze, campa cavallo.
