Lavoro, tecnologia ed eterogenesi
È un po’ filosofeggiante come intuizione. Serpeggia nella mia testa da qualche mese e ve la scrivo senza pensarci troppo (abbiate pazienza) ma tanto è sabato, non c’è molta gente in giro da queste parti.
Job fakes
L’ego surfing gioca a volte brutti scherzi. Ci si preoccupa di tenere sotto controllo quello che si dice della propria attività o reputazione online e poi si scopre che per qualche strano algoritmo appartieni a un altro secolo e senza saperlo fai l’imprenditore.

Investire sul futuro
Non è certamente un presidente illuminato e neppure a me gradito, ma la scelta di Dana Perino come nuova portavoce di George W. Bush mi ha proprio sorpreso (positivamente).
Età: 35 anni! Provate a verificare l’età media dei portavoce dei nostri parlamentari, ministri e presidenti o le condizioni di chi opera nei loro uffici stampa (che a malapena hanno strappato una legge per non rimanere in nero)..
È soltanto un dettaglio?
La scelta e la famiglia
[Riprende la Rubrica “Paternità & dintorni”, curata da Livio Martucci, papà in congedo parentale. Ecco la sua esperienza..]

All’inizio scegliere di prendere la paternità (congedo parentale) assentandomi per alcuni mesi dal lavoro mi sembrava inopportuno, esagerato, impossibile! Perché? Ma come perché? Intanto le possibili ripercussioni sul lavoro (ne parlerò meglio in un altro post). E poi il modello consoldidato è: la mamma a casa ad accudire e allattare la figlia e il papà che continua ad andare in ufficio, semmai cercando di tornare prima per stare insieme al suo tamagogi perchè dopo le 8.00 dorme. Già, ma i modelli spesso non sono appaganti, piuttosto sono facili da indossare, salvo scoprire col tempo che stringono in vita propio dove risiede l’anima.
Ripartire dalla dignità del lavoro
La questione lavavetri è all’ordine del giorno e così pure il tema della sicurezza, che verrà inevitabilmente associata – ci si può scommettere – a extracomunitari, lavoro nero e permessi di soggiorno.
Recentemente il Parlamento Europeo ha pubblicato una risoluzione sulla promozione del “lavoro dignitoso” (in formato PDF qui) passata decisamente inosservata dalle nostre parti. Non riguarda soltanto quello che nell’immaginario cade sotto la voce “sfruttamento” (del lavoro minorile, degli extracomunitari ecc.) ma il lavoro tout court.
Si legge nella Risoluzione: “Gli sforzi per promuovere il lavoro dignitoso dovrebbero includere i lavoratori dell’economia formale e informale, come pure i lavoratori del settore agricolo, i lavoratori autonomi, i lavoratori a tempo parziale, i lavoratori temporanei e i lavoratori a domicilio”.
E ancora: “È necessario migliorare la trasparenza dei mercati del lavoro, in modo che tutti i tipi di lavoro (a tempo determinato o indeterminato, a tempo pieno o parziale, retribuito su base oraria) siano ufficiali e congruamente retribuiti e rispettino pienamente i diritti dei lavoratori, le norme fondamentali del lavoro, il dialogo sociale, la protezione sociale (compresa la salute e la sicurezza sul lavoro) e la parità tra donne e uomini”.
Il dibattito sul Welfare, ce lo dice l’Europa, dovrebbe ripartire da qui, dalla dignità [da un nuovo Statuto?] del lavoro.
