Humanitech – Il mio blog dal 2006

La retribuzione per il congedo parentale

[Da oggi la rubrica Paternità & dintorni si arricchisce con Paternews, brevi post a commento di notizie della Rete sul tema paternità]

Paternità & Dintorni

La Commissione Lavoro in vista della Legge Finanziaria ha proposto al Governo un emendamento per estendere gli attuali 6 mesi di congedo parentale retribuito al 30%. L’iniziativa è utile, ma credo che sia più importante incidere sul valore economico invece di estendere il periodo spettante.

Una famiglia con un reddito  netto mensile di 2.000 euro (supponiamo 900 la madre e 1.100 il padre) con l’attuale legge si trova con un introito di soli 1.400 euro mensili. Non ci si può meravigliare che la donna torni al lavoro dopo l’astensione obbligatoria… Sarebbe più opportuno invece retribuire i primi 1.000 euro di reddito della madre con una percentuale significativa (per esempio dell’80%) in modo da aiutare meglio chi ha redditi più bassi. Lo stesso vale per i padri. In Norvegia, per esempio, per la madre è previsto un periodo di 42 settimane retribuito al 100% e altre 12 all’80%!

Livio Martucci


Dispari opportunità

Come sapete il buon Livio da tempo sta proponendo su questo blog alcune importanti riflessioni sul tema della paternità. Oggi il Corriere della Sera e Il Giornale riportano la notizia che il ministro degli esteri inglese David Miliband ha chiesto il congedo parentale. Chapeau. Un esempio notevole, devo dire. Per una nazione e per la sua cultura del lavoro.

In Italia la cultura della paternità è ancora piuttosto ferraginosa, anche nei metodi per forzare un cambiamento. Prova ne è l’aneddoto raccontato da Angela Padrone, che riporta l’esperienza di Giulia Buongiorno, l’avvocato di Giulio Andreotti, che dopo avere assunto una nuova dipendente in studio chiama la società del marito e dichiara: “Vorrei assumere questa persona, però voi mi dovete garantire che concederete anche al marito di assentarsi per le malattie del figlio, così da dividere l’onere tra me e voi. Altrimenti sarete responsabili della mancata assunzione di questa avvocatessa“.

Un giro piuttosto complicato per ribadire che tra diritto (prendersi permessi e malattia per assistere un familiare indipendentemente dal sesso del richiedente) e condizioni di fatto [e soprattutto cultura d’impresa, in molti casi ferma al modello patriarcale degli anni ’30] esiste una spettacolare distanza che soltanto i paradossi mettono alla scoperto.

E tra le numerose contraddizioni in materia vi segnalo la mia personale.

Leggi tutto


La qualità del lavoro

Vuole dire tante cose a seconda che si intenda per “lavoro” il prodotto finito, il processo, le tutele con cui lo si esercita. A proposito di messa in opera, ovvero di risultato, queste sono due frasi lette questa mattina su una stampa di grandi dimensioni (4 metri x 2) nel laboratorio di una tipografia:

La qualità è fare bene la prima volta
La qualità è quando torna il cliente e non il lavoro


L’ultima creatura

Internet che funziona - Seconda EdizioneDopo Diventare Manager 2.0 un’altra mia piccola creatura cartacea (la sesta), scritto in collaborazione con Andrea Bagatta.

Il testo aggiorna la prima edizione di Internet che funziona, scritto nel 2005. Ovviamente c’è molto più Web 2.0, social network, blog, feed reader, accrocchi per telefonare, motori di ricerca, nuovi sistemi per cercare lavoro online e fuffa varia a uso degli utenti Internet.

Un testo entry level, tascabile, leggibile, lavabile. Nella collana Pocket di Feltrinelli/Apogeo. Non si compera a rate (costo: 7,5 euro).

Fabio, l’editor di Apogeo, mi ha gentilmente passato in anteprima la copertina. Le voilà.


Professione portaborse

[Per la Rubrica Professione bébé, le immagini del week-end]
Chiara la Portaborse (1)

Leggi tutto


Alla voce Paternità

Paternità & dintorni

Qualche riflessione a margine, sempre sul tema della paternità.

Linguistica, semiologia e cultura popolare

Il Dizionario di Lingua Italiana Petrocchi (Ed. 1931) alla voce Paternità recita <<stato e qualità di padre>>. L’accento è posto in primis sullo stato naturale e sulla paternità legale. Si richiama poi il significato di “paternale” intesa come strizzatina che non si dimentica facilmente, di solito fatta dal padre secondo l’immaginario collettivo di allora (e oggi?). E poi << (agg.) paterno>> inteso come <<patrio, nativo>> quindi come fonte di valori e di vita in linea con la retorica nazionalista dei tempi.

Lo Zingarelli del 2005 alla voce Paternità cita <<condizione di padre, obblighi della paternità>>. Quindi vengono per prime le responsabilità del cittadino moderno più che lo stato di diritto degli anni Trenta. <<Paternità naturale, legale, putativa>>. Ecco che diventa di più ampio respiro e accoglie i diversi modi di essere padre. Infine riaffiora ancora una volta il  retaggio del padre-padrone <<punizioni paterne>>. L’ultima citazione fà riferimento alla paternità di un’opera, diventato ormai oggetto di squallide quotidiane contese (cfr. qui sotto..).

Nella lingua viva l’uso della parola Paternità è più articolato. Nulla di più attuale che utilizzare Internet. A parte guardare la voce su wikipedia, ho provato ad attivare il servizio di Google News Alert che ogni giorno mi invia le notizie contenenti la parola “paternità”. Ecco alcuni esempi ricevuti negli ultimi 3 mesi!

Leggi tutto


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi