Ancora sulla paternità della Legge Biagi

Il tormentone di questi giorni trova un momento di approfondimento nel ricco documento curato da Carlotta Serra dal titolo “La Riforma del Mercato del Lavoro di Marco Biagi” (file .PDF), liberamente scaricabile dal sito della Fondazione Universitaria Marco Biagi, che riporta anche gli articoli più significativi usciti in questi giorni sulla Legge Biagi.

Così Carlotta Serra introducendo la raccolta di testi:

Nella legge 30 non solo si ritrova tutto l’approccio pragmatico e valoriale di Marco Biagi ai problemi del lavoro, ma anche ampia traccia della sua produzione scientifica e progettuale degli ultimi anni. Basterebbe del resto leggere, anche solo superficialmente, il saggio di Marco Biagi su Competitività e risorse umane: modernizzare la regolazione dei rapporti di lavoro, pubblicato sulla Rivista Italiana di Diritto del Lavoro sempre del 2001, per scoprire chi è stato non solo l’estensore materiale ma anche l’ideatore del disegno di legge n. 848, depositato in Parlamento nel novembre 2001.

Vero è peraltro – come testimonia la documentazione pubblicata in un fascicolo dei Quaderni Agens incluso nel presente bollettino – che il progetto iniziale di riforma del mercato del lavoro non partiva da una proposta di legge delega, ma da una serie di disegni di legge già redatti nel periodo 1997-2001 con Marco ancora tra di noi. Solo in un secondo momento, per accelerare i tempi di approvazione di una riforma che si presentava complessa e controversa, il Governo decise di procedere attraverso il ricorso ad una “macro-delega” (così l’aveva chiamata Marco) portata a compimento nei primi giorni del mese di novembre del 2001 e poi confluita nel già ricordato disegno di legge delega n. 848.

Ed è proprio quello che è accaduto nell’iter della macro-delega che più (mi) interessa. Il fascicolo dei citati Quaderni Agens con la prima stesura dell’impianto normativo (del 19 aprile 2001) è scaricabile qui. E attraverso questo link si può invece seguire lo sviluppo in Parlamento. Il tema è affascinate. Se io fossi Tiraboschi o Treu lo assegnerei come tesi di Laurea, perché è qui che si risolve la vexata quaestio: dall’impianto di Marco Biagi, alla maxi delega, alla votazione finale della Legge 276/2003. È rimasto tutto com’era? E perché si è scelto politicamante di non concludere anche l’iter sugli ammortizzatori o l’ipotesi sul nuovo Statuto dei lavoratori?

Se qualcuno l’ha già scritta questa tesi si faccia avanti e dica la sua, please.

Ultima modifica: 2007-03-23T19:28:29+01:00 Autore: Dario Banfi

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