Humanitech – Il mio blog dal 2006

Il mestiere di pensare

Professioni per ImpresaÈ il titolo del capitolo iniziale del libro “Le professioni per l’impresa” (Franco Angeli, 2009, 24 euro). Mi piace perché rende efficacemente l’idea che anche quello intellettuale sia oramai diventato un lavoro come fare il carpentiere e, una volta, il ciabattino e affondi le sue radici da un lato nell’economia della conoscenza e dall’altro, come si legge nel testo, nel modello di lavoro artigiano (sorpresa!).

A questo tema Claudio Antonelli, presidente di PIU – Professioni Intellettuali Unite, e altri autori dedicano un volume leggero, con un taglio didascalico e numerosi elementi descrittivi.

Dopo un percorso più teorico intorno al knowledge working (centrale e interessante il Capitolo 4 “I fattori di eccellenza” del Capitolo “L’Identikit della professione”), il testo affronta Esperienze e casi di professione a partire dalle professioni dell’ICT e dei temporary manager, per arrivare a chi lavora nella logistica, fa il marketing manager, il project manager o il consulente di direzione. Del tutto dimenticate purtroppo le professioni nell’ambito della creatività e della comunicazione.

Discutibile e un po’ confusa, invece, la parte dedicata alla rappresentatività, ma resta pur sempre un testo molto utile per chi volesse orientarsi in materia di lavoro intellettuale autonomo (e non solo) sotto il profilo relazionale e funzionale anche se difetta di un po’ di attenzione per gli aspetti più tecnici e operativi.

P.S: A margine –  per chi è interessato al tema – lascio in download anche il recente articolo di Caludio Antonelli “Ecco i nuovi professionisti lavoratori della conoscenza” (.PDF) pubblicato su Italia Oggi qualche giorno fa.


Resistere resistere resistere

diversamente_occupati

Dal 29 ottobre 2009 Diversamente Occupati prende la forma di libro (Ed. “Resistenza Umana“, pag. 128 – 13,50 euro, ISBN 978-88-6250-177-4). Dalla fortunata serie pubblicata sull’omonimo blog e su JobTalk (a cui presentai personalmente Arnaldo Funaro, in arte Arnald) le note vignette con i pupazzi dal sacchetto in testa troveranno finalmente spazio anche offline!

Se fossi un assessore, un politico o un dirigente pubblico lo distribuirei come materiale di orientamento ai Centri Pubblici per l’Impiego, o lo spedirei a casa di cassaintegrati al posto di inutile materiale di marketing politico. Ma credo sia una lettura tipica per tutti gli atipici, un piccolo baluardo di resistenza umana. In bocca al lupo, Arnald. Resisti.


Quando la malattia diventa un privilegio

D. Ciao, sono uscito ora.
A. Ah, caspita, tre ore dopo… Come è andata?
B. Niente, una – aspetta che leggo – “distrazione spalla destra”..
A. E allora?
D. Mi hanno fatto un siringone di antidolorifico e detto di prendere bustine di qualcosa, non-so-cosa, per 4-5 giorni.. Tenere ghiaccio tutto il giorno sulla spalla: come diavolo faccio? Oggi ho due consegne. E poi dove lo prendo?
A. Beh, chiedi al bar, dal tuo amico Omar.
D. Sì, è vero. Ah, dimenticavo. Mi ha suggerito di non fare nulla, riposo assoluto, magari usando un foulard per tenere il braccio piegato.
A. E come fai?
D. Boh. Pensa, mi ha suggerito calorosamente di prendere anche 4-5 giorni di malattia..
A. Ahhh aha ahhhh…
D. Ahh aha ahaha ahhh..
[La telefonata si chiude così, con il buonumore]


Eccolo il nuovo lavoro

Altro che posto fisso!! Per fortuna l’ha capito Il Corriere della Sera – Magazine.

Partite IVA - Magazine

Qui l’intero servizio (.PDF – 1 MB). Assolutamente da leggere la parte “Vi spiego come me la cavo“, una vera summa delle problematiche.

A quanto pare, sebbene l’argomento sia oggi al centro di numerosi approfondimenti da parte del più importante quotidiano italiano, la politica tace. Due giorni fa se ne è parlato a un incontro, più unico che raro, del PD e di cui Anna Soru (presidente ACTA) ha pubblicato un resoconto. Sempre Anna ha prodotto un successivo approfondimento sugli ammortizzatori, mettendo a nudo un’annosa questione: quale tutela economica hanno i lavoratori autonomi? A che punto sta l’ipotesi di rendere universalistiche le tutele dei “lavoratori”, indipendentemente dal fatto che siano autonomi o dipendenti?

Domande più che necessarie in questo periodo, un momento storico in cui – per pararsi il fondoschiena, in termini di consenso – si sbandiera il valore del “Posto Fisso”  e si sta virando, in gran silenzio, verso ipotesi di revisione dello Statuto dei Lavoratori (Cfr. qui, nel bell’articolo di Francesco Riccardi, le 3 proposte sul tavolo oggi) che ancora una volta appiattiscono il diritto del lavoro alle logiche di subordinazione.


L’insolito posto

Alle dichiarazioni di Tremonti sul “posto fisso” ho pensato immediatamente, nell’ordine:

  • se un governo di destra flerta con il sindacato e fa dichiarazioni contrarie alle politiche – in gran parte sue – degli ultimi 15 anni, significa che sta per arrivare un diluvio mai visto (disoccupazione, CIGS, mobilità ecc.);
  • a Tiraboschi e Sacconi sarà andato di traverso il pranzo;
  • massì, continuamo a dimenticare che la mobilità lavorativa vada supportata con politiche di Welfare universalistico: meglio etichettarla come darwinismo evoluzionista che si autoregola (idioti!);
  • beh, prendiamoci anche questo schiaffo (alla fine lavorare da soli significa anche capire meglio come si muove la politica per intercettare il maggior numero di consensi a seconda dei “venti economici” che corrono);
  • merda, non fatemi passare come più a destra di Tremonti, non è giusto.

P.S. O forse Tremonti stava parlando della sua cadrega?

UPDATE del 21/10 – Vista la mole impressionante di articoli, editoriali, commenti, interviste, approfondimenti macroeconomici ecc. usciti in questi giorni sulle dichiarazioni di Tremonti relative al posto fisso e di conseguenza dedicati al tema stabilità/precarietà/flessibilità, ho raccolto una rassegna stampa di oltre 100 articoli pubblicati il 20 e 21 ottobre 2009 (.PDF – 13 MB, attenzione!) a futura memoria, per ricordare le precise dichiarazioni di questo o quel politico, di questo o quel giuslavorista o sindacalista..


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi