Humanitech – Il mio blog dal 2006

Nasce “generazione pro pro”

Il nuovo blog a cura di Dario Di Vico, su Corriere.it. Benvenuto nella blogosfera!

propro


Tagli per acconti di demagogia

Quella del taglio dell’anticipo Irpef è un’incredibile presa per il culo. Scrivo questa parola pur rischiando di inserire il blog nella spirale dello spamming e dei bot che mappano contenuti simili, una cosa che ritengo ben più grave della convinzione sempre più radicata e della dichiarazione ufficiale che la nostra classe politica sia fatta da veri pezzenti nel campo della programmazione economica, che oramai ha fatto della navigazione a vista una regola.

Che cosa c’è che non va?

  1. il taglio dell’anticipo non elimina nulla, lo posticipa di pochi mesi: soltanto chi lavora con partita IVA sa che i flussi di cassa sono talmente irregolari (non c’è un cristiano onesto che paghi oggi a 30 giorni!) che passare da dicembre a giugno non modifica alcunché;
  2. per i professionisti autonomi, con ritenute alla fonte, le cifre sono talmente contenute che l’operazione è a dir poco ridicola, se non addirittura deleteria sotto il profilo dei costi di amministrazione;
  3. si è fatta diventare una riflessione su come agevolare problemi di cash flow nell’ennesima fasulla operazione di lifting per i soliti noti (CNA ecc.), questa volta condita da una campagna informativa incompleta del Centro Studi della CGIA di Mestre che cura gli interessi di artigiani e commercianti, non delle partite IVA in generale;
  4. possibile che il governo consideri soltanto le tasse come elemento di aggravio e i contributi come manna dal cielo? Sono certo che sul prossimo aumento delle aliquote Inps (Gestione separata) annunciate giovedì da Tiraboschi per agevolare l’estenzione dei sussidi per Co.co.pro (roba altresì ridicola e pur sempre parziale a fronte di un innalzamento per tutti) non si muoverà un dito.

UPDATE: Da ACTA arriva anche un breve studio in relazione alle dimensioni di questo acconto. Nella simulazione (.PDF) si dimostra esattamente ciò che dico al punto 2.


Crisi, lavoro e Web 2.0

Lascio in visione una mia recente presentazione tenuta a Trieste (ringrazio Sergio e Benny per la magnifica ospitalità!) sul rapporto che esiste tra Lavoro e Web 2.0, principalmente centrata su come sfruttare al meglio i social network, gli strumenti di ricerca di lavoro e di informazione (compresi blog, wiki o twitter) per trovare un’occupazione.

In coda un piccolo excursus su come le tecnologie 2.0 possono diventare opportunità di lavoro. (P.S. A chi potrà sembrare elementare rispondo che è stata pensata e presentata per un pubblico di diplomati e di giovani studenti universitari).


Poi uno dice Italia.it

Almeno lì qualcosa si vede. Questo servizio, che non si fila nessuno in Rete credo abbia creato danni peggiori.

BNCL


Non solo superbanche, la crisi dei professionisti

Dario Di Vico
Dario Di Vico

Ancora gli “invisibili” in prima pagina sul Corriere della Sera e questa volta esce allo scoperto anche il direttore Ferruccio de Bortoli che sottolinea il problema aperto e nuovamente trattato nell’approfondimento odierno di Dario Di Vico, al quale Humanitech.it dedica un monumento virtuale essendo uno dei pochissimi in Italia (Sole 24 Ore dove sei???) alle fasce più deboli del tessuto lavorativo italiano colpite economicamente dalla crisi proprio nella loro capacità di stare sul mercato. Sono gli invisibili, di cui il Corriere ha già parlato (Cfr. anche qui), che hanno un trait d’unione, anche se appartengono ad Albi diversi o sono senza alcun Ordine: sono senza Welfare e senza rappresentanze riconosciute!

Da leggere: “Ecco i piccoli senza Welfare che resistono” (.PDF oppure online) e l’editoriale di Ferruccio De Bortoli “Le buone ragioni degli indipendenti“. Così scrive il direttore:

C’è una genera­zione di pro­duttori che me­rita di essere ascoltata con attenzione. Sono le piccole imprese e i professionisti di questo Pa­ese. L’architrave di passio­ni e competenze che regge alla base il sistema econo­mico; la miriade di cellule sociali che innerva la comu­nità civile. Autonomi, indi­pendenti. Ma anche invisi­bili. E spesso trattati male. Se la ripresa è imminente, li vedrà in prima fila. Il ri­schio, però, è che molti, pur scorgendo nella loro at­tività segni di fiducia, alla fine del tunnel non ci arrivi­no nemmeno. Un milione di piccole imprese, dell’in­dustria, del commercio e dell’artigianato e 300 mila professionisti sono in peri­colo. È urgente un segnale. Concreto. Bisogna cogliere gli umori di questa vitale generazione pro-pro ( pro­duttori e professionisti); ri­conoscerne la dignità, la funzione sociale, l’insosti­tuibile ruolo civico. [..] L’economia italiana non è fatta solo di grandi imprese e superbanche. Il piccolo non è un’anomalia, ma una risorsa. Purtroppo limitata. E fragile.

 


L’ultima data sul Diario

diario

L’ultimo numero sarà quello di dicembre. Chiude Diario, sob. Ne dà notizia Valentina Avon sul Barbiere della Sera. Lo sforzo fatto nel “dopo Deaglio” non è bastato.

Comunque, grazie!


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi