Focus sulle relazioni industriali in Italia
Oggi OD&M Consulting ha rilasciato la prima survey sulle Relazioni Industriali 2007 in Italia. Ne parla in maniera estesa Walter Passerini sul Sole 24 Ore con l’articolo “Nelle vertenze d’azienda in testa soldi, orari e salute” (file .PDF). In un’intervista a margine a Bruno Manghi (Cisl) si legge: “Il sindacato oggi è il monopolista della terza età. [..] dipende spesso dalle crisi e dalle ristrutturazioni, di cui è lo specialista, e dalla presenza di un imprenditore illuminato, che lo sa coinvolgere nella soluzione di problemi. Il sindacato intelligente è quello che sa cogliere le occasioni.”
Di seguito qualche dato tratto dalla survey “Relazioni Industriali” che mostra la diffusione del sindacato e il grado di coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d’impresa. Le risposte sono fornite da responsabili di 175 aziende di ogni dimensione e settore.

Il coinvolgimento nelle decisioni d’impresa
In arancione le decisioni strategiche, in giallo quelle tattiche e azzurro quelle di breve periodo.

[Passa con il mouse sui tre bottoni per cambiare i valori della Tabella]

[Fonte: OD&M Consulting – Relazioni Industriali, 2007]
Unconference per professionisti
Qualche giorno fa si è tenuta a Minneapolis la prima unconference per selezionatori professionali. Denominata “Recruiting Un-Conference – Intergenerational Recruiting” è finora unica nel suo genere perché rivolta principalmente a un pubblico di specialisti.
Si è discusso di “intergenerational recruiting”, di best practice nell’ambito del social networking e dell’uso dei blog per il recruiting e per l’employer branding.
Non mi dispiacerebbe vedere anche in Italia professionisti o meglio ancora piccoli imprenditori, giovani o lavoratori autonomi con alta specializzazione (in comunicazione, design, consulenza in direzione d’impresa ecc.) muoversi in questa direzione.
Always on
Ispirato da questo racconto di Sergio [ultimo paragrafo] e numerose altre storie vere e simili…

P.S. Scopri i segreti di Papiny con il mouse.
Lavoro, una fotografia sul 2006
Chi legge Humanitech sa che questo blog ha anche una funzione di servizio essendo talvolta una specie di deposito di documenti e informazioni sul lavoro. A me serve spesso per tenere traccia di articoli, ricerche e cazzabubbole. In quest’ottica vi propongo un po’ di materiale che parla del 2006 (in vista dei prossimi ragionamenti sulle modifiche della Legge Biagi), documenti “estesi” che un giornalista
Ichineide
Le sue critiche sono così sferzanti da lasciare sempre poco spazio all’immaginazione ed è forse anche per questo che Pietro Ichino è tanto apprezzato quanto mal sopportato.
I padroni del sindacato (dei giornalisti)
Una volta i sindacati si contrapponevano ai padroni, oggi si misurano anche e soprattutto con le minoranze sindacali e quelle nuove classi di lavoratori, prive di rappresentanza ufficiale, che ne mettono in luce l’obsoleta incapacità di trasferire le necessità reali sui tavoli della concertazione. Chi legge questo blog sa che non amo la spudorata parzialità con cui CGIL, CISL e UIL proteggono i propri iscritti, anche se ritengo irrinunciabile dialogo, rappresentanza e delega. Qualcosa, però, non va. In ordine soprattutto alle marginalità del mercato, sempre più marcate.
La vicenda dell’Organismo di base dei sindacati dei giornalisti, che avrebbe tutelato i freelance, la dice lunga sullo sfascio di un sistema che mira più alla conservazione del potere che alla rappresentanza. Ciò che è accaduto è indecente: è difficile giustificare come una (oramai) maggioranza di lavoratori di un settore non sia rappresentato. E’ antidemocratico e folle.
Questa malattia porterà alla cancrena le relazioni industriali e incomincia già oggi ad allontanare le giovani generazioni dalle stanze ammuffite dei sindacati. Condivido perciò la dura accusa di Senza Bavaglio alla combriccola di Serventi Longhi e dei suoi Abacuc regionali. Così si conclude la denuncia, che consiglio di leggere:
Un sindacato così rischia di non andare da nessuna parte e deve immediatamente capire che se non si trasforma radicalmente, cambiando funzioni, metodi, e comportamenti – affiancando al tradizionale ruolo da antagonista nuovi ed efficaci compiti da protagonista – e non ultimo liberandosi della zavorra, è destinato a celebrare il suo funerale.