Humanitech – Il mio blog dal 2006

La vergogna prometeica

Un post per amanti di filosofia e sociologia del lavoro, lungo e complicato (io vi ho avvisato…), che nasce dalla lettura e scoperta di un autore di grande spessore, Gunther Anders, filosofo molto poco noto (che già citai qui), ma di incredibile finezza. Semplificando molto, una via di mezzo tra Martin Heidegger e Paul Valéry. Scrisse “L’uomo è antiquato – Considerazioni sull’anima nell’epoca della seconda rivoluzione industriale“. Un capolavoro. Ve ne voglio parlare, soffermandomi su “La vergogna prometeica“, uno dei saggi del libro ispirato al tema della macchina e del lavoro, al rapporto tra tecnologia e conformità umana, e alla nuova soggettività che nasce di fronte agli strumenti artificiali.

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Il futuro del sindacato

Segnalo i materiali pubblicati sul sito della Fondazione Giulio Pastore e relativi agli interventi (quasi 50!) esposti al convegno “Quali politiche e quale organizzazione per un sindacato vitale, in crescita, capace di rappresentare i lavoratori del 21° secolo?”. Su SA-LA anche alcune interessanti considerazioni di Giulio Marini, che si esprime così in merito all’opportunità di fare emergere nuove forme di rappresentanza per i lavoratori autonomi di seconda generazione e “della conoscenza”:

È possibile tuttavia che questa attuale incapacità di rappresentare, anche a livello ideologico, i lavoratori della conoscenza – siano essi i nuovi operai, ovvero gli operatori; piuttosto che gli (pseudo-)professionisti senza albo – perduri all’interno del sindacato. A quel punto da sociologo del lavoro, e non quindi da ricercatore, sarebbe opportuno prevedere per il bene del Paese e dei lavoratori e delle relative famiglie (se ne avranno…) che il sindacato perda potere.


La legge del calcio in culo

Se è vero, come scrive La Repubblica, che meno del 40% dei contratti a termine è legato a reali esigenze dovute al ciclo economico o al tipo di produzione tutta la discussione sul  pacchetto Welfare approvato ieri assume una connotazione molto differente, quasi una beffa. Agli imprenditori – così riporta La Repubblica – interessa spendere meno e avere libertà di assestare un calcio ben piazzato al momento giusto. Un vantaggio enorme, che forse avrebbe avuto bisogno di un disincentivo o di un contentino per la controparte “trattata male”. Qualcosa del tipo: una supertassa sul calcio in culo, per foraggiare per esempio, redditi di cittadinanza o politiche attive. Invece il Governo ha litigato sul numero di mesi per effettuare deroghe sindacali sui 36 previsti come tetto massimo. Io onestamente avrei ragionato di più sugli effetti e sulle cause della pedata, più che sulla dinamica.

Update: Alcuni articoli comparsi sulla stampa e relativi al RapportoISFOL Plus sugli atipici e sull’uso del contratto a termine: Il Sole 24 Ore, Liberazione, Il Manifesto


I migliori siti aziendali per il recruiting

Il miglior sito aziendale per il recruiting (made in Usa), secondo KnowHR, è quello sviluppato dalla Pixar. Come negarlo? Seguono Google, che ha anche la sezione su YouTube denominata Working at Google con video di alcuni dipendenti, ed Edward Jones.

Pixar Job

Qui la lista dei primi dieci.


Gabbia o salario?

Singolare dialogo a distanza tra Pietro Ichino (“Il merito e il salario“, Il Corriere della Sera), Tito Boeri (“La gabbia dei contratti“, La Stampa) e Giorgio Cremaschi (La gabbia del liberismo concertativo sui salari, Liberazione) che sulle colonne di tre giornali differenti si sono confrontati in questi giorni sul tema della variabilizzazione delle retribuzioni e sui rinnovi dei contratti [fermi per il 57,5% dei dipendenti].

Forse a chi non legge i tre giornali contemporaneamente sarà sfuggito, ma un confronto incrociato come questo aiuta moltissimo per capire oggi quale siano le ragioni che contrappongono il sindacato più intransigente (FIOM) alla politica

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Atipico, ma non troppo

Invito Fabrizio BurattoGiovedì 29 Fabrizio Buratto presenta il suo libro “Curriculum atipico, di un trentenne tipico” alla Libreria del Corso di Milano (C.so Buenos Aires, 49/51).

Come dice un lettore, su IBS, “…se hai sui 30 anni, una laurea (in materie umanistiche), non sei cinico e non provieni da una famiglia ricca è molto probabile tu abbia vissuto qualcosa di molto simile a quello che racconta Buratto“. E se hai voglia di discuterne con l’autore, partecipa numeroso :-)


Ultima modifica: 2018-04-02T18:23:15+02:00 Autore: Dario Banfi