Autonomi, nuovi contributi e rappresentanza
Mentre torna in primo piano la Riforma delle Professioni con il Disegno di Legge Mastella (ossantocielo!), passa discretamente sotto silenzio l’aumento delle aliquote INPS per la Gestione Separata previsto con la nuova Legge Finanziaria. Così commenta ACTA, l’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (i primi a farne le spese):
Con la nuova Finanziaria si stabilisce un sensibile aumento dei contributi degli iscritti al Fondo INPS Gestione separata “lavoratori parasubordinati”, ovvero di collaboratori a progetto, co.co.co/pro e professionisti con partita Iva. L’ennesima riprova che senza una rappresentanza forte, quando è necessario raccogliere risorse economiche si toccano le categorie più silenziose, senza correre il rischio di suscitare l’opposizione di organizzazioni politicamente forti.
Il motivo del disappunto è evidente. Chi pagherà l’aumento, il professionista o le imprese a cui si presta consulenza? Il disegno di Legge sulla riforma delle Professioni prevede comunque una maggiore attenzione alle associazioni e forse è questo il momento di alzare la voce..
Lunedì 4 Dicembre si fa il punto su questa e su altre questioni che toccano da vicino il lavoro autonomo nel terziario avanzato. L’incontro è organizzato da ACTA e s’intitola “Nuove Professioni a Milano Protagoniste e protagonisti tra Autonomia e Instabilità“. Inizia alle 18:00 al Nuovo Spazio Guicciardi in Via Melloni 3.
Ingegneri e lavoro, appuntamento a Napoli
Si inizia presto sabato 2 dicembre. Ore 9:30 presso il CRIAI (Piazzale E. Fermi 1 Località Porto del Granatello a Portici, NA) si parla di ingegneri, mercato del lavoro in Campania, autonomia e carriere internazionali. L’iniziativa è di INGEGNA, l’Associazione degli Ingegneri napoletani.
Se volete dare una sbirciata ai contenuti, questa è la mia presentazione “Ingegneri, dal Lavoro autonomo alle carriere internazionali” (file .PDF – 2.5 MB).
Ci vediamo a Napoli.
Occupazione IT, chi l’ha Vista?
Oggi Microsoft ha annunciato il rilascio di Windows Vista. Da un’indagine commissionata dal gruppo a IDC per valutare l’impatto economico del fratello maggiore di XP nei Paesi dell’Europa Occidentale, emerge che nel nostro piccolo Paesello nel 2007 il numero di persone occupate nel settore IT che lavoreranno su prodotti o servizi legati a Vista saranno circa 124 mila (il 18% del totale degli occupati).
Fin qui nessuna novità, bisogna dire. Le proporzioni tornano con l’attuale diffusione di tecnologia Microsoft. Poi però si annuncia:
“L’introduzione di Windows Vista creerà in Italia almeno 8.000 posti di lavoro in più nel settore IT nel prossimo anno rispetto al 2006”.
Qui però i conti non tornano. Di recente ho rivisto le stime di Asssinform (vedi grafico sotto). Si parlava di 11.000 nuovi posti in cinque anni (di cui 1.000 nel 2007 nel comparto del software). I casi sono soltanto due, visto che le stime qui sotto sono di un mese fa: 1) Assinform non sa fare di conto; 2) IDC mena il can per l’aia.

[Fonte: “Occupazione e professioni nell’ICT – Rapporto 2006” – DIT/Federcomin/Aitech-Assinform/Asstel]
Robin Hood al contrario
Così Tito Boeri oggi sul Sole 24 Ore nel bell’articolo di Walter Passerini Le pensioni dei giovani saranno troppo magre, sul tema delle pensioni e del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo:
“È l’iniquità intergenerazionale il tema caldo. La transizione infinita dal sistema retributivo a quello contributivo lede in modo drammatico i giovani, che oggi pagano le pensioni degli anziani. L’attuale sistema previdenziale è come un Robin Hood al contrario: prende ai poveri per dare ai ricchi. È una situazione grottesca, se si pensa che in Europa succede il contrario.”
In particolare, il cosiddetto “scalone” inciderà di più su chi ha iniziato a versare contributi (ovvero ha incominciato a lavorare con un contratto regolare) a partire da gennaio del 1996. Ecco. Io ho iniziato a maggio.
Lo spleen da primo impiego
Uno su cinque non ce la fa. Robert Half, società di head hunting, sostiene che il passaggio dall’Università all’ufficio mette in crisi almeno il 20% dei neoassunti. Il campione riguarda il mondo della finanza. I problemi maggiori? L’adattamento alla cultura d’impresa (21% del campione), seguito dalla mancanza di concentrazione (16%), una preparazione tecnica insufficiente nel 10% dei casi e una certa dose di indisciplina (8%).
Questo il punto di vista delle imprese. Non si parla però del tipo di contratto applicato ai giovani laureati, della loro retribuzione, delle prospettive di carriera, delle politiche nei confronti dei neoassunti.
Quelli registrati sono soltanto cause di inefficienza o anche sintomi di un malessere?
Napoli, il sistema e gli Ingegneri
Oggi ho finalmente terminato il mio nuovo libro, passato con soli due giorni di ritardo all’editore. Mi posso dedicare all’intevento di sabato a Napoli. Parlerò di lavoro agli ingegneri dell’associazione INGEGNA. Trovate qui il menu del “buffet”. Al mio fianco la bravissima Loredana Oliva.
Devo essere sincero, sono contento di andare a Napoli. Ho accettato volentieri l’invito perché sono convinto che siano le associazioni che partono dal basso, dalla società civile a fare la differenza. Soltanto due settimane fa ero a Sorrento. Leggevo questo articolo pubblicato su Panorama Economy. Un pezzo “fuori baricentro”, diciamo così.
A mio giudizio contiene almeno due sviste macroscopiche: a Napoli esiste sì un Sistema, è O’Sistema (e che tristezza viene quando si leggono giochi di parole sul Totocalcio..). Secondo: nessun Esercito della salvezza, venga pure dalla Città del Vaticano, può capire che cosa sta accadendo a Napoli meglio dei napoletani.
A me non pare, sfogliando rapidamente il sito di Ingegna, di trovare sfiducia e disillusione. Anzi. C’è una gran voglia di fare.