Le aree di impiego dei giovani laureati

Sono apparse in questo periodo numerose ricerche dedicate ai giovani e ai neolaureati a testimonianza della crescente attenzione verso uno dei fenomeni più preoccupanti degli ultimi anni ovvero la sempre più bassa capacità di investire nelle nuove generazioni.

Da Eurofond, la “European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions”, arrivano informazioni comparative sul tema Youth and Work (file .PDF, 450 Kbyte) nei 25 maggiori Paesi europei, mentre dalla Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Formaper, giungono nuove analisi sulla Domanda e offerta di laureati in Lombardia (file .PDF, 650 Kbyte). [Il comunicato stampa titola “Cercansi laureati, ma senza garanzia di stabilità”].

Infine, il Giornale di Brescia sta pubblicando un’inchiesta a puntate sui neolaureati rendendo noti dati di un recente monitoraggio eseguito da Cilea sulla Lombardia. Oggi offre uno spaccato sulle retribuzioni, in un articolo dal titolo “Quanto prende un neolaureato?” (file .PDF, 150 Kbyte) che mette a confronto gli stipendi a 18 mesi dal termine degli studi di chi ha scelto una laurea triennale con quelli dei dottori che hanno svolto percorsi di formazione secondo il vecchio ordinamento.

Infine, vi segnalo una tabella abbastanza interessante sui settori di inserimento lavorativo dei diversi neolaureati in Lombardia.

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Le retribuzioni degli italiani

È uscito l’VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani realizzato una volta all’anno da OD&M Consulting. Oggi Il Sole 24 Ore ha sviluppato un ampio e dettagliato servizio dal titolo “Lo stipendio cresce, ma poco” [Fonte file: Rassegna stampa Borsa Lavoro Lombardia]. Questo, invece, è il comunicato della società. Di seguito riporto alcuni dei dati più significativi.

Valori assoluti e i trend di crescita degli stipendi dei lavoratori dipendenti in Italia
[RTA = Retribuzione Totale Annua Lorda]

RTA 2006
[Fonte OD&M Consulting – VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2007]

La crescita delle retribuzioni in termini percentuali
e il confronto con l’inflazione

Andamento della Retribuzione degli italiani 2007
[Fonte OD&M Consulting – VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2007]

P.S. Update 22.02. Anche La Repubblica ha dedicato oggi una pagina al Rapporto Retribuzioni.

Lo stipendio del dirigente pubblico va online

Un dirigente pubblico guadagna in media 141.500 euro lordi all’anno [fonte: Corte dei Conti], mentre nel settore privato secondo OD&M Consulting arriva a quota 100.006.

È vero i supermanager raggiungono cifre decisamente invereconde, come ha messo a fuoco Massimo Mucchetti (lo stesso giornalista sotto attacco da parte di quei simpaticoni del Tiger Team nel caso di spionaggio Telecom)

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I tre gringos

Esistono tre tipologie di clienti che danneggiano gravemente il lavoro autonomo e consulenziale:

  1. le imprese che pagano a babbo di morto, utilizzando il sistema dei buoni d’ordine. In gran parte sono multinazionali o in generale società che usano sistemi di amministrazione basati sul software (come Siebel, Sap ecc..). Pagano a lavori conclusi [nessun anticipo è consentito] e soltanto dopo avere emesso un buono d’ordine che giustamente rilasciano a distanza di un mese (e oltre) dalla chiusura del lavoro. Il buono d’ordine è infatti necessario per emettere la fattura che altrimenti sarebbe irricevibile (cioè viene respinta in automatico se non riporta questo numerino). Il pagamento previsto nel 99% dei casi è a 90 giorni a fine mese dalla data della vostra sudata fattura (sob);
  2. le società che pagano sommando queste tre regole: 1) in base alla quantità di lavoro svolto, contando con il misurino (pagano cioè a cottimo, anche se questa formula è fuorilegge); 2) pagano pochissimo, giustificando il prezzo così basso [che è praticamente impossibile trattare] con la gloria che deriva al fornitore per avere svolto un’attività a servizio di simili luminari delle umani sorti e progressive; 3) non garantiscono nessun minimo in base nessun tipo di arco temporale;
  3. quelli che chiedono con urgenza di svolgere un lavoro e non hanno tempo di contrattare la tipologia di prestazione (tipo di intervento e costi) e poi si accorgono di non sapere neppure loro di che cosa hanno bisogno. Si affidano ciecamente al fornitore che cava loro le castagne dal fuoco e infine si dimenticano [o meglio, hanno buon gioco a rimuovere le proprie inefficienze] di voi o di stanziare budget per queste urgenze o ancora peggio considerano il lavoro svolto come incluso in immaginari forfait magari di un paio di anni prima o di un prossimo lavoro ancora da concordare.

 

Sarebbe interessante se le tre tipolgie di clienti stabilissero tra loro rapporti di fornitura. Forse già lo hanno fatto, ma usano regole del tutto diverse per tutelarsi dagli avvocati delle rispettive imprese.

La paghetta del giornalista

Una cosa è certa, nel mondo giornalistico non esiste una vera e propria piramide, ma dei blocchi più o meno granitici di inquadramento. È più uno Ziggurat che una struttura piramidale. Basta guardare questa tabella per capire due cose: Retribuzioni giornalisti 2005

1) i cosiddetti “dirigenti” (la partizione nelle tre categorie classiche è mia, anche se esistono “redattori ordinari”, “vicecapiservizio” ecc., ma è giusto per ricondurre il settore a una realtà industriale paragonabile alle altre) sono troppi per una normale struttura imprendioriale [detto altrimenti, ci sono sacche di privilegiati e intoccabili];

2) gli “operai” ovvero i giornalisti freelance non stanno in questa partizione, ma fanno capo a Inpgi 2. Numericamante superano questi 18.264 contrattualizzati. La loro retribuzione è impresentabile e forse lo è proprio in ragione di questo Ziggurat.

Queste anomalie sono certamante note a tutti. Anche a chi conta da quanti giorni è scaduto il Contratto Nazionale (a proposito, oggi sono 647). Speriamo se ne ricordi nei prossimi mesi.

Bye bye, operaio

Ieri OD&M Consulting e Adecco hanno presentato una serie di dati molto interessanti sull’andamanto delle retribuzioni (che riprenderò certamante anche in futuro). Oggi ne parlano Corriere della Sera, La Stampa, Sole 24 Ore ecc. Nessuno ha ripreso però questo dato, a mio avviso molto interessante.

Gap_Operai_DirigentiÈ il gap maturato negli ultimi anni in Italia tra operai e dirigenti. È la differenza tra la retribuzione totale annua lorda media delle due categorie (valori espressi in Euro).

[Fonte: OD&M Consulting – 2006]

È iniziata anche in Europa ad aumentare la distanza tra “testa” e “coda” delle imprese così come esiste da anni nel mercato americano?