Draghi: troppi autonomi subordinati

Non arriva a dire, come sostengo da tempo, che manca in Italia uno statuto specifico o una legislazione ad hoc relativa al lavoro autonomo, ma almeno affronta la pars destruens del tema. Così ieri il Governatore della Banca d’Italia, durante il suo intervento all’Università della Calabria dal titolo “Occupazione e sviluppo, l’eredità di Giorgio Gagliani”:

Il lavoro autonomo è un mondo composito. Vi rientrano attività imprenditoriali e professionali ad alto reddito, ma anche attività marginali assimilabili a lavori di tipo subordinato ma caratterizzate da livelli retributivi e di tutela inferiore.

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Knowledge worker e nomadismo

Ancora un bel pezzo di Roberto Venturini dal titolo “Ufficio virtuale, problemi reali” su Apogeonline che affronta a viso aperto la questione del lavoro destrutturato e di quelli che io chiamo i lavoratori “della conoscenza” e che lui definisce anche “senza fissa dimora”. Un gran bell’articolo a mio giudizio, che si allinea perfettamente a quelle che sono anche le mie osservazioni messe a fuoco negli ultimi anni e che mi hanno portato a produrre un testo come Liberi Professionisti Digitali, pensato esclusivamente per chi non ha un ufficio reale, non ha un contratto fisso (e un solo cliente) di lavoro, ma un potenziale enorme in termini di know-how e capacità di costruirsi una posizione autonoma e supportata dagli strumenti tecnologici.

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