Vincoli di riservatezza

Private Folder

L'attività di comunicazione e produzione di contenuti pubblici coinvolge attori, imprese e referenti del mondo dell'informazione che operano spesso in relazione tra di loro.

Per questo motivo e tutelare la mia professionalità, oltre che la riservatezza dei miei clienti, stipulo sempre un Accordo di riservatezza, una sorta di Service Level Agreement (SLA) per definire i margini del mio intervento temporaneo di consulenza e la libertà a operare comunque come giornalista.

In particolare questo accordo scritto prevede sempre:

  • l'impossibilità da parte mia di divulgare informazioni riservate, relative ai clienti, di cui vengo in possesso durante - ma soltanto durante - la lavorazione dei prodotti di comunicazione esterna;
  • il vincolo a non trattare giornalisticamente tematiche e notizie relative alle società con cui sto lavorando oppure ho lavorato, per un anno a decorrere dal termine della collaborazione: questo vincolo mi tutela dalle innumerevoli e inopportune richieste di pubblicare notizie;
  • l'assenza della mia firma su qualsiasi prodotto realizzato per conto di quei clienti che non sono Editori e la conseguente cessione completa del diritto d'autore e della responsabilità sui contenuti redatti;
  • la libertà di rifiutare un lavoro quando questo compromette la mia attività giornalistica.

 

Finora questi accorgimenti mi hanno consentito di lavorare in maniera trasparente, delimitando gli ambiti di competenza e definendo fin dal principio la giusta relazione con i committenti. Nessun conflitto si è mai verificato.

Mettendo in chiaro subito queste condizioni di lavoro, i commitenti evitano di cadere nella più classica delle richieste, da me esplicitamente e sempre respinte: "Mi faresti questo piccolo favore con questo giornale?..."

È una scelta impopolare? Lo è soltanto con quelle aziende abituate a creare commistioni tra comunicazione e informazione, ma per le quali non ho alcuna intenzione di lavorare!!